Sanità pubblica in Lombardia: 354mila firme per il SSN
Al Teatro della Cooperativa di Milano una serata a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale. Già raccolte 354mila firme. Al centro anche le criticità della sanità pubblica in Lombardia: personale, prevenzione, salute mentale e servizi territoriali.
Sono 354.000 le firme raccolte a oggi a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del SSN e la valorizzazione del personale”.
Il dato è stato rilanciato lunedì 14 settembre al Teatro della Cooperativa di Milano, durante la serata “Curarsi è un diritto, non un privilegio”. L’iniziativa ha riunito rappresentanti della cultura, della comunicazione, della magistratura, del mondo sanitario e dell’associazionismo.
La proposta di legge è promossa da una rete nazionale di oltre cento associazioni e realtà sociali ed è stata depositata in Cassazione il 27 aprile 2026.
Sanità pubblica in Lombardia: il diritto alla salute al centro
Il punto di partenza è l’articolo 32 della Costituzione e la necessità di garantire concretamente il diritto alla salute.
Il superamento della soglia delle 50.000 firme necessarie per una legge di iniziativa popolare rappresenta, per il Comitato promotore, un segnale evidente. L’accesso alle cure è sempre più difficile per una parte crescente della popolazione e servono interventi strutturali sul Servizio Sanitario Nazionale.
Alla serata sono intervenuti, tra gli altri, Francesco Maisto, Mauro Clerici, Renato Sarti, Massimo Cirri, Luca Mangoni, Gherardo Colombo, Margherita Napolitano, don Paolo Selmi, don Massimo Mapelli, Alice Pavan, Camilla Ponti, Maurizio Ambrosini, Cinzia Cena e Paolo Dell’Oca.
Per il Comitato Promotore Lombardo sono intervenuti Vera Addamo, Vittorio Agnoletto, Massimo Cortesi, Andrea Villa, Catello Tramparulo e Marco Caldiroli.
Il Comitato lombardo riunisce CGIL, ACLI, ARCI, Medicina Democratica, UDU, Auser, Federconsumatori Lombardia e Libera.
Più risorse per il Servizio Sanitario Nazionale
Una delle richieste centrali della proposta è portare il Fondo sanitario nazionale al 7,5% del PIL entro il 2030, rispetto all’attuale 6,2%.
Più risorse sono indispensabili per rafforzare la sanità pubblica, assumere personale e garantire servizi accessibili su tutto il territorio.
In Lombardia emerge inoltre un dato particolarmente significativo. Nell’esame del bilancio 2025, la Corte dei Conti della Lombardia ha segnalato la presenza di oltre otto miliardi di spesa corrente non messa in circolo nel servizio sanitario regionale.
Risorse disponibili che, secondo il Comitato, devono essere utilizzate per dare alla sanità pubblica personale e strumenti adeguati.
Prevenzione e sicurezza sul lavoro
Tra le priorità c’è anche la prevenzione.
Nel primo semestre del 2026 gli infortuni in Lombardia sono aumentati del 6,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nello stesso periodo si sono registrate 75 vittime sul lavoro.
Per raggiungere lo standard nazionale servirebbero in Lombardia oltre 1.500 operatori tra tecnici della prevenzione e medici del lavoro. Oggi sono poco più di 600.
Investire nella prevenzione significa intervenire prima che si verifichino infortuni e malattie professionali, anziché agire soltanto durante l’emergenza.
Salute mentale, mancano migliaia di professionisti
La situazione è critica anche sul fronte della salute mentale.
In Lombardia a questo settore viene destinato circa il 2,8% del fondo sanitario regionale. Secondo i dati illustrati durante la serata, mancano almeno 300 psichiatri e oltre 2.000 professionisti, tra psicologi, infermieri, educatori e assistenti sociali.
Più in generale, in Lombardia mancano 1.540 medici di medicina generale, 9.300 infermieri e 1.921 medici specialisti stimati.
Le conseguenze riguardano direttamente la vita delle persone: visite rinviate, reparti sotto pressione, pronto soccorso congestionati e cure sempre meno accessibili.
Rafforzare la medicina territoriale
La proposta di legge punta inoltre a valorizzare le professionalità del Servizio Sanitario Nazionale e a rafforzare la medicina territoriale.
Tra le figure più necessarie ci sono infermieri, medici di medicina generale e tecnici della prevenzione.
Il Comitato esprime inoltre una netta contrarietà all’autonomia differenziata in sanità e chiede di contenere la crescente sovrapposizione delle assicurazioni private ai Livelli Essenziali di Assistenza.
Le priorità della proposta di legge
Tra gli interventi indicati figurano un programma straordinario nazionale per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, il rafforzamento dell’assistenza domiciliare alle persone anziane e una maggiore continuità assistenziale per chi convive con patologie croniche.
La proposta interviene inoltre sul diritto all’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica e sulla riduzione del danno legata alle dipendenze.
L’obiettivo è costruire un Servizio Sanitario Nazionale più forte, universale e realmente accessibile, nel quale il diritto alla salute non dipenda dal reddito o dal territorio in cui si vive.
La raccolta firme continua. È possibile firmare online qui!
Tag: CGIL Lombardia, diritto alla salute, legge di iniziativa popolare, salute, sanità Lombardia, sanità pubblica, servizio sanitario nazionale, SSN