Sicurezza sul Lavoro: CGIL Lombardia su Rischi Psicosociali e OIL
In occasione della Giornata Mondiale per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro, la CGIL Lombardia accende i riflettori su un’emergenza troppo spesso trascurata: l’impatto dei rischi psicosociali sulla vita dei lavoratori e delle lavoratrici.
“Il sistema lavoro produce malattie e vittime e va cambiato”
È questa la denuncia netta di Giulio Fossati, Segretario della CGIL Lombardia. Secondo Fossati, non è più possibile considerare la sicurezza solo come prevenzione degli infortuni fisici evidenti. “Dobbiamo guardare all’organizzazione del lavoro, ai ritmi frenetici e alla mancanza di benessere psicologico che il sistema attuale impone. Il sistema lavoro, così come è strutturato oggi, produce malattie e vittime, ed è nostro dovere sindacale lottare affinché questo paradigma cambi radicalmente”, ha dichiarato.
L’analisi del sindacato si poggia sui dati allarmanti pubblicati nel recente rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) intitolato “L’ambiente di lavoro e gli aspetti psicosociali”. I numeri delineano un quadro di crisi globale con pesanti ricadute locali. Oltre 840.000 decessi annui sono infatti riconducibili a malattie cardiovascolari e disturbi mentali legati direttamente a rischi psicosociali sul posto di lavoro. Si tratta di un’emergenza che ha anche un impatto economico devastante, con una perdita annua stimata pari all’1,37% del PIL mondiale.
Un altro dato critico riguarda l’estensione dell’orario di lavoro: il 35% dei lavoratori nel mondo supera le 48 ore settimanali, una condizione che aumenta drasticamente l’esposizione a patologie gravi. A questo si aggiunge il tema della violenza: quasi un lavoratore su quattro dichiara di aver subito violenze o molestie, con una prevalenza preoccupante della violenza psicologica, che colpisce il 18% degli intervistati.
Le proposte della CGIL: Oltre l’emergenza
Per la CGIL Lombardia, la soluzione risiede in una nuova centralità della salute mentale e del benessere organizzativo all’interno della contrattazione collettiva. Il sindacato propone di rivedere i carichi di lavoro per prevenire patologie cardiovascolari e stress cronico, contrastare la precarietà (primo fattore di instabilità mentale) e potenziare la prevenzione contro le molestie psicologiche in ogni azienda.
Ad oggi, solo il 18% degli accordi transfrontalieri menziona la salute mentale; un dato che per la CGIL deve crescere esponenzialmente attraverso il dialogo sociale. La salute non è un costo, è un diritto fondamentale. In questa giornata di mobilitazione, la CGIL Lombardia ribadisce che la lotta per la sicurezza è, prima di tutto, una lotta per la dignità della persona.
Riferimenti: