Sanità, presentata la legge di iniziativa popolare per rafforzare il SSN
È stata presentata a Milano la legge di iniziativa popolare “Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del SSN e la valorizzazione del personale”, promossa da una rete nazionale di oltre 100 associazioni e realtà sociali.
In Lombardia la proposta è sostenuta dal Comitato Promotore Regionale, composto da CGIL, ACLI, ARCI, Medicina Democratica, UDU, Auser, Federconsumatori e Libera. L’iniziativa punta a rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale, garantire il diritto alla salute e intervenire sulle principali criticità che oggi mettono a rischio universalità, equità e uguaglianza nell’accesso alle cure.
La proposta di legge nasce dalla necessità di dare piena attuazione all’articolo 32 della Costituzione e ai principi della Legge 833/78, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale. Al centro ci sono il finanziamento della sanità pubblica, la valorizzazione del personale sanitario e sociosanitario, il rafforzamento della medicina territoriale, la riduzione delle liste d’attesa e la presa in carico delle persone non autosufficienti.
Più risorse per la sanità pubblica e il personale
Tra gli obiettivi principali della legge di iniziativa popolare c’è l’aumento del finanziamento del Fondo sanitario nazionale, che non dovrà essere inferiore al 7,5% del Pil. Una misura considerata necessaria per rispondere alla crisi che attraversa il Servizio Sanitario Nazionale, segnata dalla progressiva riduzione delle risorse, dalla carenza di personale, dall’allungamento delle liste d’attesa e dalle difficoltà nell’assistenza territoriale.
La proposta prevede inoltre la valorizzazione economica e professionale del personale sanitario e sociosanitario, elemento fondamentale per garantire qualità, continuità e universalità delle cure.
Diritto alla salute e accesso alle cure
La legge interviene anche sul rapporto tra diritto alla salute, autonomia differenziata e Livelli Essenziali di Assistenza. Secondo la proposta, le disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata non devono applicarsi alle funzioni relative alla tutela della salute.
Il Servizio Sanitario Nazionale deve continuare a garantire tutte le prestazioni previste dai Livelli Essenziali di Assistenza, che non possono essere delegate ad assicurazioni, fondi o mutue. La sostenibilità del sistema sanitario pubblico, infatti, non può essere affidata al cosiddetto secondo pilastro, ma deve poggiare sul rafforzamento del servizio pubblico e universale.
Assistenza territoriale, prevenzione e non autosufficienza
Un punto centrale della proposta riguarda il potenziamento dei servizi territoriali e delle strutture di prossimità. La legge prevede interventi specifici per ridurre drasticamente i tempi di attesa, rafforzare l’assistenza domiciliare e migliorare la presa in carico delle persone con patologie croniche e delle persone non autosufficienti.
Tra le misure previste ci sono l’aumento dell’assistenza domiciliare fino a raggiungere il 30% delle persone over 65 entro il 31 dicembre 2028, la garanzia della continuità assistenziale presso la medesima struttura per le persone con patologie croniche e un Programma straordinario nazionale per la prevenzione degli infortuni, delle malattie professionali e per la tutela della salute nei luoghi di lavoro.
La proposta comprende inoltre l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica in ogni distretto sanitario, programmi di educazione sessuo-affettiva dalla scuola dell’infanzia e l’attivazione in tutto il Paese delle politiche di riduzione del danno per le persone con dipendenze.
La raccolta firme è aperta. È possibile firmare la legge di iniziativa popolare sul sito: https://www.salutediritto.it/
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