INPS Lombardia, sedi al limite: chiediamo assunzioni e sostituzioni
FP CGIL Lombardia e CGIL Lombardia lanciano l’allarme sulla carenza di personale nelle sedi INPS della regione: “Senza organici adeguati si riducono i servizi, si perdono competenze e si indebolisce la presenza dell’Istituto sul territorio”.
In Lombardia alcune sedi dell’INPS hanno già superato la soglia critica. A lanciare l’allarme sono FP CGIL Lombardia e CGIL Lombardia, a seguito dell’incontro tra la dirigenza delle strutture regionali, le organizzazioni sindacali, il presidente nazionale dell’Istituto Gabriele Fava e il Direttore Generale vicario Antonio Pone.
Il rischio denunciato dalle organizzazioni sindacali è quello di una progressiva desertificazione dei servizi, a partire dalle aree più periferiche della regione, con il possibile spostamento delle lavorazioni in altre regioni. Una prospettiva che produrrebbe disagi significativi per la cittadinanza, sia nei tempi di elaborazione delle pratiche sia nella possibilità di interfacciarsi direttamente con l’ente sul territorio.
A Milano, ad esempio, gli ispettori di vigilanza sono passati da 73 a 48, il personale informatico da 16 a 6, gli avvocati da 10 a 6. Numeri che fotografano una situazione ormai critica. Alcune realtà, sottolineano FP CGIL e CGIL Lombardia, sono già in una vera e propria “sala di rianimazione”. Se la tendenza non verrà invertita, la funzionalità delle sedi provinciali rischia di essere compromessa.
La qualità dei servizi continua oggi a reggersi sull’impegno di un personale sempre più ridotto, con un’età media elevata, costretto ad assorbire il lavoro delle colleghe e dei colleghi mancanti mentre aumentano complessità, carichi e responsabilità. In assenza di nuove assunzioni, il rischio è che in Lombardia i pensionamenti superino di gran lunga i nuovi ingressi.
“Non è più rinviabile un piano straordinario per rafforzare gli organici e garantire la tenuta dei servizi”, dichiarano FP CGIL Lombardia e CGIL Lombardia. “Ogni uscita di personale non seguita da una sostituzione significa una competenza che sparisce e un pezzo di servizio pubblico che si assottiglia. Chiediamo che da subito il personale aumenti, non che continui a ridursi”.
Le organizzazioni sindacali esprimono preoccupazione anche per la possibile implementazione del cosiddetto meta-processo, il modello organizzativo che consente di assegnare le pratiche a sedi diverse da quelle territorialmente competenti, anche a centinaia di chilometri di distanza.
Per FP CGIL Lombardia e CGIL Lombardia questo strumento non può sostituire gli organici mancanti. Spostare le pratiche senza rafforzare le sedi significa allontanare il servizio pubblico dagli stakeholders territoriali, disperdere professionalità e indebolire la capacità dell’INPS di controllare la regolarità contributiva in uno dei territori economicamente più complessi del Paese.
Durante l’incontro, il presidente Gabriele Fava ha riaffermato il valore della presenza territoriale dell’INPS. Si è discusso della necessità di bandire concorsi che tengano conto delle carenze di personale nei diversi territori e che abbiano l’obiettivo di riequilibrare gli organici.
Per FP CGIL Lombardia e CGIL Lombardia, queste aperture devono ora tradursi in decisioni verificabili, con date, numeri e risorse. È necessario rendere pubblico il problema e chiedere alla politica locale di farsi carico di un servizio fondamentale per la cittadinanza, anche attraverso misure di welfare che agevolino la permanenza del personale e rendano più attrattivo il lavoro pubblico in Lombardia.
Pensioni, prestazioni, sportelli e controlli non si garantiscono senza personale. Per questo FP CGIL Lombardia e CGIL Lombardia chiedono risposte chiare: quante lavoratrici e quanti lavoratori saranno assegnati alla regione, in quali sedi e con quali tempi?
Tag: assunzioni INPS, carenza personale, CGIL Lombardia, FP CGIL Lombardia, INPS Lombardia, lavoro pubblico, pensioni, prestazioni, sedi INPS, servizi pubblici, sportelli INPS, welfare Lombardia