Cassa integrazione in Lombardia: CIGS +41,9%
Nel primo trimestre del 2026 in Lombardia cresce in modo significativo il ricorso alla cassa integrazione straordinaria. È quanto emerge dai dati diffusi dall’INPS nazionale sull’andamento della cassa integrazione, che segnalano nella nostra regione un incremento del 41,9% delle ore di CIGS autorizzate rispetto allo stesso periodo del 2025: si passa infatti da 7.385.980 ore autorizzate tra gennaio e marzo 2025 a 12.718.676 nello stesso periodo del 2026.
Un dato che si distingue nettamente dall’andamento della cassa integrazione ordinaria. In Lombardia, infatti, nel primo trimestre del 2026 le ore di CIGO autorizzate sono diminuite del 29,98%, scendendo da 21.456.012 a 15.043.798 ore rispetto all’anno precedente. Un andamento che segnala come la difficoltà del sistema produttivo lombardo stia assumendo un carattere più strutturale, con un ricorso crescente agli strumenti legati a crisi e riorganizzazione aziendale.
A destare particolare preoccupazione è anche l’andamento del Contratto di Solidarietà. A differenza di quanto accadeva lo scorso anno, oggi crescono più rapidamente le causali di ricorso alla cassa straordinaria legate a crisi e riorganizzazione, mentre pesa meno la causale della solidarietà. Un elemento che rende più alto il rischio per l’occupazione e per la tenuta complessiva del tessuto produttivo.
La crescita della CIGS si inserisce in un quadro nazionale che resta critico. Nel 2024 le ore complessive di cassa integrazione autorizzate in Italia erano state 509.234.491, con un aumento del 23% rispetto al 2023. Nel 2025 il totale è ulteriormente salito a 547.641.898 ore, con un incremento dell’8% sul 2024.
Per la CGIL Lombardia questi numeri raccontano con chiarezza il peggioramento delle condizioni materiali di molte famiglie lavoratrici. “L’economia produttiva della Lombardia è molto dipendente dall’export – dichiarano Valentina Cappelletti, segretaria generale della CGIL Lombardia, e Ivan Comotti, segretario con delega al mercato del lavoro – pertanto il forte rallentamento di intere filiere produttive ha effetti diretti sull’esplosione della CIGS”. In Lombardia, infatti, 4 lavoratori su 10 operano in produzioni destinate all’export.
Secondo la CGIL Lombardia, l’aumento della cassa integrazione straordinaria si somma a una dinamica salariale stagnante e a un generale aumento del costo della vita: dal carrello alimentare ai carburanti, dalle utenze per l’abitazione fino ai costi per beni essenziali come la casa e le cure mediche. Una combinazione che determina una riduzione consistente del potere d’acquisto reale e rende sempre più difficile arrivare a fine mese.
Per questo il sindacato rilancia con forza il tema delle politiche industriali. “In questo momento servono investimenti in politiche industriali, soprattutto ora che il PNRR terminerà la sua azione, per modificare l’attuale modello produttivo – dichiarano Valentina Cappelletti e Gabriele Rocchi, segretario con delega alle politiche industriali – delineandone uno nuovo, organico e compatibile con le transizioni ambientali e digitali, capace di tenere insieme sviluppo, innovazione, coesione sociale e giustizia distributiva”.
L’obiettivo, per la CGIL, deve essere quello di affrontare con coraggio i vincoli strutturali del sistema produttivo e orientare gli investimenti verso i segmenti dell’innovazione che assumano seriamente i criteri della sostenibilità ambientale e sociale.
Di questi temi si discuterà il 23 aprile a Roma, nel corso dell’Assemblea nazionale delle delegate e dei delegati dell’industria della CGIL, convocata con il titolo “Il ruolo del lavoro, per nuove e sostenibili politiche industriali”. L’iniziativa metterà al centro la crisi industriale, il ruolo dell’energia, le trasformazioni digitali, la transizione ecologica e l’impatto della dinamica demografica sul lavoro e sulle prospettive di sviluppo.
Nel pomeriggio è previsto anche il confronto tra il segretario generale della CGIL Maurizio Landini e il presidente di Confindustria Emanuele Orsini. L’assemblea si terrà alle ore 10 al Teatro Italia di Roma, in via Bari 20.