Scuola: Mensa o panino in Lombardia

in UFFICIO STAMPA e COMUNICAZIONE

Comunicato CGIL Lombarda e FLC-CGIL Lombardia

Non è buona politica quella che utilizza bambini e alunni, insieme alle loro famiglie, per una battaglia politica ideologica contro, a prescindere.

Dopo l’assordante silenzio del Presidente della Regione rispetto alle varie richieste da parte delle Organizzazioni Sindacali della scuola di pronto e improcrastinabile intervento presso il Governo per garantire, con organici adeguati, l’offerta formativa delle scuole e il diritto allo studio degli alunni della nostra regione, scopriamo amaramente che per l’Assessore all’Istruzione e Lavoro non è questa la priorità, ma è più importante cavalcare la polemica della “schiscetta” a scuola!

Partendo dal dato di fatto reale che le famiglie sono sempre più in difficoltà, anche per coprire le spese della mensa scolastica, forse la politica regionale della Giunta lombarda dovrebbe dedicarsi a garantire prioritariamente il diritto allo studio degli alunni delle scuole statali con finanziamenti adeguati per assicurare, anche attraverso i Comuni, “doti scuola” che tutelino chi ha veramente bisogno e non solo per favorire, innanzitutto, la frequenza degli alunni delle famiglie che vogliono iscrivere i propri figli alle scuole private.

Partire dallo stato reale di molte famiglie significa utilizzare in maniera mirata le risorse pubbliche a favore di quelle situazioni economiche familiari effettivamente di difficoltà, situazioni economiche di difficoltà che, probabilmente, non riguardano molte famiglie che decidono di iscrivere i propri figli alle scuole private.

Questo vale, purtroppo, anche in rifermento a scelte ideologiche quali il finanziamento dello “sportello Gender” voluto da Regione Lombardia che la dice lunga su quali siano le priorità e i valori in cima all’agenda dei governanti di questa Regione quando si devono affrontare le criticità della scuola pubblica statale.

Noi preferiremmo dalla Giunta Regionale meno strumentalizzazioni e più interventi concreti e mirati verso le famiglie degli  alunni in reale stato di bisogno, al fine di garantire loro un percorso scolastico equo e normale anche attraverso la fruizione di tutti i servizi messi a disposizione dalla scuola e dai Comuni.

Anche questo è un modo per assicurare alle famiglie lombarde la libertà di scelta senza obbligarle a mettere in campo  dolorose opzioni tra la mensa o “il panino”.

Milano, 22 settembre 2016