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Senza consenso è stupro: il 15 febbraio mobilitazione in Lombardia

Domenica 15 febbraio la CGIL, insieme a numerose realtà associative e femministe, aderisce alla mobilitazione nazionale promossa da D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza contro la proposta di modifica dell’art. 609-bis del Codice penale.

Al centro della mobilitazione c’è la difesa del principio del consenso.

Lo scorso 19 novembre 2025 la Camera dei Deputati aveva approvato un testo che introduceva finalmente nel nostro ordinamento il principio del “consenso libero e attuale”, in linea con la Convenzione di Istanbul del 2011. Un passaggio importante, che riconosceva in modo chiaro che la partecipazione a un atto sessuale deve essere frutto di una volontà espressa liberamente, in modo consapevole e revocabile in qualsiasi momento.

Il consenso libero e attuale significa che:

  • deve essere espresso senza coercizioni, intimidazioni, manipolazioni o condizioni di inferiorità;

  • deve essere valido nel momento in cui avviene l’atto;

  • può essere revocato in qualsiasi momento;

  • non può essere dedotto dal silenzio, dalla passività o dal comportamento.

Quel testo, che il Governo aveva annunciato sarebbe stato approvato definitivamente al Senato entro il 25 novembre, è stato successivamente modificato. La nuova formulazione proposta in Commissione Giustizia sostituisce il modello fondato sul consenso con un riferimento alla “volontà contraria” e al “dissenso”.

Si tratta di un arretramento sul piano giuridico e culturale. Con questo impianto, la valutazione del reato rischia di tornare a concentrarsi sulla capacità della vittima di dimostrare di aver espresso un rifiuto chiaro e comprensibile, anziché sull’assenza di un consenso esplicito e sulla responsabilità dell’autore della violenza.

È noto, anche grazie al lavoro quotidiano dei centri antiviolenza, che molte vittime, in situazioni di violenza, non riescono a reagire o a manifestare un dissenso netto a causa di paura, shock o paralisi emotiva. Spostare nuovamente il baricentro sulla “volontà contraria” significa ignorare questa realtà e rischiare di alimentare ulteriori processi di vittimizzazione nelle aule di tribunale.

La violenza maschile contro le donne è un fenomeno strutturale, culturale e democratico. Non può essere affrontato esclusivamente con strumenti repressivi e non può essere oggetto di arretramenti normativi. Servono politiche strutturali di prevenzione, educazione al consenso, sostegno stabile ai centri antiviolenza, percorsi di autonomia economica, lavorativa e abitativa per le donne.

Per queste ragioni il 15 febbraio si scende in piazza in tutta la Lombardia.

Le iniziative in Lombardia

Monza – Largo Mazzini, ore 10.00. Conclusione in Piazza Centemero, ore 12.30
Brescia – Flash mob dalle ore 10.00 alle ore 11.00 tra Piazzale Arnaldo e Piazza Tebaldo Brusato. Partecipano anche Valle Camonica e Mantova
Milano – Concentramento alle ore 15.00 in Piazza Medaglie d’Oro (Porta Romana). Partecipano anche Pavia, Lodi e Ticino Olona
Varese – Piazza Monte Grappa, banchetto dalle ore 10.00 e presidio dalle ore 15.00
Cremona – Flash mob alle ore 16.15 in Piazza Roma
Sondrio – Presidio alle ore 11.00 in Piazzale Bertacchi 
Bergamo – Presidio alle ore 18.00 in Piazza Matteotti
Lecco – Flash mob e volantinaggio dalle ore 10.00 alle ore 12.00 in Piazza XX Settembre

La mobilitazione ribadisce un principio semplice e fondamentale: senza consenso è stupro. Difendere il consenso significa difendere l’autodeterminazione, la libertà e la dignità delle donne.

Qui le locandine.