Rider in sciopero a Milano: salute e reddito

in News, UFFICIO STAMPA

Sciopero e corteo dei rider di Glovo e Deliveroo a Milano. La mobilitazione, promossa da NIDIL CGIL Milano e NIDIL CGIL Lombardia, chiede alle piattaforme di food delivery una copertura economica per le ore di fermo forzato dovute al blocco delle consegne nelle fasce di caldo estremo.

A poco più di una settimana dall’entrata in vigore dell’ordinanza del Comune di Milano, che ha previsto il blocco delle consegne per i corrieri in bicicletta nelle giornate e nelle fasce orarie più calde, i rider di Glovo e Deliveroo hanno deciso di scioperare e scendere in piazza.

La mobilitazione, promossa da NIDIL CGIL Milano e NIDIL CGIL Lombardia, nasce da una richiesta chiara: le piattaforme di food delivery devono riconoscere una copertura economica per le ore di fermo forzato. La tutela della salute e della sicurezza durante le ondate di calore è indispensabile, ma non può trasformarsi in una perdita di salario per lavoratrici e lavoratori.

Salute e reddito non possono essere messi in contrapposizione

Il blocco delle consegne nelle ore più calde è una misura necessaria per proteggere chi lavora all’aperto, spesso in condizioni difficili e con temperature estreme. Tuttavia, per NIDIL CGIL, questa scelta non può ricadere economicamente sui rider.

I lavoratori, formalmente autonomi a causa di un inquadramento che il sindacato ritiene scorretto, si vedono infatti precluso l’accesso agli ammortizzatori sociali. Una condizione già precaria, aggravata dalle ondate di calore che colpiscono sempre più spesso Milano e che rendono sempre più urgente il tema della protezione sociale per chi lavora nelle consegne tramite piattaforma.

Le lavoratrici e i lavoratori chiedono quindi alle aziende un sostegno economico capace di compensare le perdite derivanti dal fermo nelle ore più calde, insieme all’apertura di un confronto vero su compensi, tutele, salute, sicurezza e dignità del lavoro.

Sciopero rider a Milano: appuntamento il 15 luglio alle 18

Lo sciopero si tiene mercoledì 15 luglio. Il concentramento è previsto alle ore 18 in Piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale di Milano.

Da lì partirà un corteo che attraverserà la città e si concluderà in Largo Cairoli.

Il percorso previsto è:

Piazza Duca d’Aosta – via Vitruvio – corso Buenos Aires in direzione Loreto – piazzale Loreto – corso Buenos Aires – viale Tunisia – via Fabio Filzi – via Giovanni Battista Pirelli – via Melchiorre Gioia – via De Cristoforis – corso Como – piazza XXV Aprile – corso Garibaldi – via Tivoli – via Lanza – Largo Cairoli.

Durante il corteo sono previste brevi soste per gli interventi nello slargo di via Giovanni Battista Pirelli, nei pressi della sede di Glovo, e in piazza XXV Aprile.

La manifestazione si concluderà in Largo Cairoli con un’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori e con la raccolta firme a sostegno delle due leggi di iniziativa popolare promosse dalla CGIL per la sanità pubblica e per i diritti negli appalti.

Retribuzioni, tutele e inquadramento: le richieste dei rider

Al centro della protesta c’è anche l’inadeguatezza della soluzione adottata da Glovo per l’aumento delle retribuzioni a seguito della richiesta della Procura.

Dai riscontri dei lavoratori emerge infatti che il valore delle offerte per singola consegna si sarebbe appiattito intorno ai 3 euro, indipendentemente dalla lunghezza della tratta. Una situazione che, secondo i rider, non rappresenta il miglioramento atteso e non risponde alla necessità di garantire compensi dignitosi.

Per NIDIL CGIL Milano e NIDIL CGIL Lombardia è necessario aprire una vera vertenza con le piattaforme del food delivery. Il tema non riguarda solo il caldo estremo, ma il modello complessivo del lavoro tramite piattaforma: inquadramento, reddito, sicurezza, diritti e accesso agli ammortizzatori sociali.

Il caldo estremo rende necessarie risposte strutturali

Le temperature estreme non possono più essere considerate un’emergenza episodica. Le ondate di calore sono sempre più frequenti e incidono direttamente sull’organizzazione del lavoro, in particolare per chi opera all’aperto e si sposta in bicicletta nelle città.

Per questo, secondo NIDIL CGIL Lombardia, servono risposte strutturali. Le piattaforme devono assumersi la responsabilità di garantire continuità reddituale durante le sospensioni imposte per ragioni di salute e sicurezza, e devono aprire un confronto reale con le organizzazioni sindacali.

La tutela della salute non può essere pagata con la perdita del salario. Garantire consegne sicure significa garantire anche lavoro dignitoso, compensi adeguati e protezioni sociali effettive.

Lo sciopero del 15 luglio a Milano ribadisce quindi una richiesta precisa alle piattaforme di food delivery: nessun rider deve essere costretto a scegliere tra salute e reddito.

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