Quattro Motori d’Europa: i sindacati a Barcellona per la roadmap 2026-2030
Il 3 e 4 marzo a Barcellona si è svolto l’incontro delle organizzazioni sindacali delle quattro regioni dei Quattro Motori d’Europa. Al centro del confronto la definizione di una roadmap sindacale 2026-2030 per governare le trasformazioni industriali, digitali ed ecologiche mettendo al centro lavoro dignitoso e coesione sociale.
L’incontro dei sindacati dei Quattro Motori a Barcellona
Le organizzazioni sindacali delle quattro regioni dei Quattro Motori per l’Europa – Lombardia, Catalogna, Auvergne-Rhône-Alpes e Baden-Württemberg – si sono incontrate a Barcellona il 3 e 4 marzo per discutere le priorità sociali e industriali dei prossimi anni e costruire una proposta comune per il futuro della cooperazione tra le quattro regioni.
Il confronto si è svolto nell’ambito della presidenza catalana dei Quattro Motori d’Europa e ha previsto incontri con le organizzazioni sindacali catalane UGT e CCOO, oltre a un incontro di lavoro con il presidente della Generalitat della Catalogna sulle proposte sindacali per il futuro della cooperazione interregionale.
Per CGIL Lombardia erano presenti la segretaria generale Valentina Cappelletti, insieme a Giuseppe Augurusa e Francesca Baruffaldi del Dipartimento politiche internazionali della CGIL Lombardia.
Cosa sono i Quattro Motori d’Europa
I Quattro Motori per l’Europa sono una rete di cooperazione tra quattro tra le principali regioni industriali europee, nata nel 1988 per rafforzare la collaborazione in ambiti strategici come sviluppo economico, ricerca, innovazione, formazione e mobilità.
Le regioni coinvolte – Lombardia, Catalogna, Baden-Württemberg e Auvergne-Rhône-Alpes – rappresentano complessivamente circa 40 milioni di abitanti e quasi il 10% del PIL europeo. Nel corso degli anni la cooperazione si è ampliata attraverso progetti comuni che coinvolgono istituzioni, università, imprese e società civile.
In questo contesto opera anche il tavolo di confronto sindacale, che accompagna la cooperazione istituzionale con proposte sul lavoro, sullo sviluppo industriale e sulla coesione sociale.
La roadmap sindacale 2026-2030
Il lavoro congiunto delle organizzazioni sindacali ha portato alla definizione di una roadmap sindacale 2026-2030, che individua alcune priorità strategiche per accompagnare le trasformazioni industriali, tecnologiche ed ecologiche in corso.
Tra i principali obiettivi:
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governare la trasformazione digitale e l’introduzione dell’intelligenza artificiale garantendo diritti del lavoro, partecipazione sindacale e trasparenza degli algoritmi;
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accompagnare la transizione ecologica e la decarbonizzazione con politiche industriali capaci di creare occupazione di qualità;
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rafforzare le filiere industriali europee e contrastare i processi di delocalizzazione;
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promuovere una economia più inclusiva, con investimenti in formazione permanente, parità di genere e diritto all’abitare;
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rafforzare il dialogo sociale e la partecipazione delle organizzazioni sindacali nella governance delle politiche regionali.
La dichiarazione della CGIL Lombardia
«Le confederazioni sindacali dei Quattro Motori d’Europa – Lombardia, Catalogna, Alvernia Rodano-Alpi e Baden-Württemberg – hanno condiviso con la regione catalana, che per quest’anno è pro tempore alla presidenza dei Quattro Motori, una proposta di sviluppo sociale e industriale che potrebbe diventare un piano d’azione di più lungo respiro, travalicando l’annualità della presidenza istituzionale.
Si tratta di un progetto coraggioso che prende forma in un contesto nazionale ma soprattutto internazionale di grande incertezza e insicurezza, sullo sfondo di un mondo che ha cambiato gli equilibri di potere con le guerre e il genocidio da un lato e, dall’altro, attraverso politiche conservatrici di destra che contraggono sia i diritti individuali che collettivi.
Abbiamo lavorato insieme per definire un’agenda sindacale 2026-2030 che interagisca con quella istituzionale. Il nostro obiettivo è fare dei Quattro Motori uno spazio di sviluppo e di coesione sociale. Vogliamo ricostruire il legame fra le filiere industriali e i territori, fra l’innovazione tecnologica e il rispetto per il lavoro dignitoso, fra la democrazia economica e l’equità.
Siamo soddisfatti di questa prima risposta istituzionale e daremo continuità al nostro progetto anche coinvolgendo i nostri interlocutori regionali».
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