No alla presenza dell’ICE alle Olimpiadi: uno schiaffo ai valori olimpici

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L’Assemblea generale della CGIL nazionale ha espresso oggi una ferma indignazione per la gravità di quanto sta accadendo negli Stati Uniti e ha manifestato piena solidarietà allo sciopero generale e alle manifestazioni di massa in Minnesota, nate per denunciare la repressione e le violenze provocate dall’ICE (Immigration and Customs Enforcement).

In questo contesto, la CGIL della Lombardia e la CGIL del Veneto, territori direttamente coinvolti dalle prossime Olimpiadi, ritengono inaccettabile l’ipotesi della presenza di corpi armati federali statunitensi all’interno della delegazione diplomatica americana attesa nel nostro Paese. Una scelta che rappresenterebbe un vero e proprio schiaffo istituzionale, tanto più grave alla luce delle vaghe e insufficienti dichiarazioni rese dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

È difficile pensare che un governo che fa della sicurezza dei confini una vera e propria ossessione non sia in grado di sapere con precisione chi entrerà nel nostro Paese e quando, soprattutto per accompagnare una delegazione diplomatica straniera. È altrettanto incredibile che la sicurezza sul territorio italiano del vicepresidente J.D. Vance e del segretario di Stato Marco Rubio possa essere affidata a componenti di un corpo che si occupa di immigrazione e dogane. In questo caso, infatti, gli “stranieri” sarebbero loro.

Per loro fortuna, però, l’Italia è un Paese in cui chiunque si trovi sul territorio nazionale, indipendentemente dalla cittadinanza, è tutelato dalla Costituzione. La sicurezza spetta alle forze di polizia italiane, che devono rispondere esclusivamente ai principi costituzionali e all’ordinamento democratico del nostro Paese.

La presenza dell’ICE rappresenterebbe inoltre un grave svilimento dello spirito olimpico e del significato profondo delle Olimpiadi. I Giochi nascono come celebrazione di pace, incontro tra i popoli e valorizzazione delle differenze culturali. Consentire la presenza di forze armate portatrici di una visione securitaria e repressiva, in aperto contrasto con questi valori, significherebbe tradire il messaggio universale di dialogo e rispetto reciproco che le Olimpiadi dovrebbero incarnare.

Per queste ragioni, la CGIL ribadisce la propria contrarietà a ogni ipotesi di coinvolgimento dell’ICE e chiede che il Governo italiano assuma una posizione chiara, coerente con i principi costituzionali e con il significato autentico delle Olimpiadi.