“I diritti non si arrestano”: un convegno CGIL sulla tutela nelle carceri
Oltre 4.000 contatti con gli sportelli sindacali nelle carceri lombarde, 750 le pratiche aperte nel 2025
I diritti non si arrestano, nemmeno dietro le sbarre. Con questo messaggio CGIL Milano, Varese, Monza e Brianza e CGIL Lombardia promuovono l’iniziativa “I diritti non si arrestano”, in programma giovedì 12 febbraio alle ore 9.30 alla Camera del Lavoro di Milano, Sala Buozzi (Corso di Porta Vittoria 43).
Un momento pubblico di confronto e approfondimento dedicato al lavoro degli sportelli sindacali negli istituti penitenziari e alla tutela dei diritti delle persone detenute: donne e uomini troppo spesso invisibili, ma pienamente titolari dei diritti sanciti dalla Costituzione.
Una situazione drammatica, risposte sbagliate
La situazione delle carceri nel nostro Paese – e in Lombardia – è drammatica. Il numero crescente di suicidi e i tassi di sovraffollamento sono solo alcune delle spie di un sistema sempre più lontano dal dettato costituzionale: le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione.
Di fronte a questa emergenza, le risposte del governo non hanno altro orizzonte che quello di aumentare reati e pene, alimentando una logica repressiva e securitaria che non affronta le cause strutturali del problema.
Il lavoro della CGIL: tutela, alleanze, presenza quotidiana
In questi anni la CGIL ha messo in campo alleanze, pratiche contrattuali e interventi di tutela individuale negli istituti penitenziari del territorio, per conoscere più a fondo la realtà carceraria e provare a dare risposte ai bisogni crescenti, in un quadro segnato quotidianamente dalla negazione dell’accesso e dell’esigibilità dei diritti.
In particolare, gli sportelli sindacali attivi nelle carceri lombarde offrono assistenza, orientamento e tutela su lavoro, previdenza, welfare e casa. Un impegno concreto che nel solo 2025 ha prodotto numeri significativi: oltre 750 pratiche seguite, relative a previdenza e assistenza (in particolare NASpI, con attività vertenziale sui dinieghi per le persone detenute), invalidità, estratti contributivi, pensioni, pratiche fiscali (ISEE, RED), tutela per violazioni nei rapporti di lavoro e domande di accesso all’edilizia residenziale pubblica.
Oltre 4.000 contatti complessivi nel 2025
Accanto alle pratiche formali, l’attività sindacale nelle carceri è anche ascolto, orientamento e costruzione di relazioni. Considerando le persone incontrate più volte, le richieste di informazione generale sui servizi e sulle prestazioni, le domande che esulano dallo sportello diritti e gli spazi di ascolto e socialità, nel 2025 la CGIL ha registrato oltre 4.000 contatti complessivi.
Una presenza capillare che coinvolge gli istituti di San Vittore, Bollate, Opera, Monza, Varese e Busto Arsizio e che testimonia la volontà del sindacato di non arretrare di fronte alle difficoltà, continuando a garantire diritti anche nei contesti più fragili.
Il programma del convegno è disponibile qui.