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Appalti, oggi 9 settembre il Click Day CGIL: firma online

Stesso luogo di lavoro, stessa attività, stessi rischi. Ma una paga e tutele diverse perché il tuo contratto passa da un appalto. Oggi, 9 settembre, puoi firmare online la proposta di legge CGIL “I diritti non si appaltano”. Bastano SPID o CIE e pochi minuti.

Puoi lavorare ogni giorno accanto a una persona assunta direttamente dall’azienda committente. Fare un lavoro simile, contribuire alla stessa attività, affrontare gli stessi rischi.

Eppure puoi avere un contratto diverso, un inquadramento diverso e un salario più basso.

È uno dei problemi su cui interviene “I diritti non si appaltano”, la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla CGIL per aumentare le tutele di chi lavora negli appalti e nei subappalti.

Oggi, 9 settembre, è il primo Click Day dedicato alla raccolta delle firme online. Le giornate proseguiranno il 10 e 11 settembre e poi il 16, 17 e 18 settembre. Sulla proposta dedicata agli appalti la raccolta digitale deve ancora raggiungere l’obiettivo previsto dalla campagna.

Stesso lavoro, stessi diritti

La proposta parte da un principio molto concreto: chi svolge lo stesso lavoro non dovrebbe avere meno diritti perché si trova in appalto.

Tra le misure previste c’è la parità di salario e inquadramento rispetto ai dipendenti diretti quando si lavora nelle attività del ciclo produttivo del committente.

La proposta interviene anche sulle cosiddette false partite IVA, prevedendo un compenso minimo per chi lavora quasi esclusivamente per un solo committente. Rafforza inoltre la responsabilità del committente sulla sicurezza, sul rispetto del contratto collettivo e sul corretto inquadramento di chi lavora.

Più responsabilità sulla sicurezza e limiti agli appalti illeciti

Quando il lavoro passa attraverso una catena di imprese, capire chi risponde delle condizioni in cui si lavora non può diventare più difficile.

Per questo la proposta prevede maggiori responsabilità del committente anche in materia di salute e sicurezza e interviene sugli appalti illeciti.

Prevede inoltre limiti al subappalto nei settori e nei territori maggiormente esposti al rischio, individuati sulla base dei dati dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, INAIL, e dell’Ispettorato nazionale del lavoro, INL.

Nelle aziende con più di 15 dipendenti sono previsti anche momenti di informazione e confronto sindacale sulle attività che l’impresa vuole affidare in appalto, sulle ragioni della scelta e sulle condizioni previste.

Sono regole che riguardano questioni quotidiane: quanto vieni pagato, quale contratto ti viene applicato, in quali condizioni svolgi il tuo turno e chi deve rispondere quando un tuo diritto non viene rispettato.

Oggi firmare online richiede pochi minuti

Per sostenere la proposta basta un telefono o un computer.

La firma si fa sul portale ufficiale del Ministero, accedendo con SPID o Carta d’identità elettronica, CIE. La procedura è gratuita: si accede con la propria identità digitale, si controllano i dati e si conferma la firma.

Le indicazioni pubblicate dalla CGIL spiegano che la procedura richiede meno di due minuti.

Oggi è il momento di farlo.

Firma online “I diritti non si appaltano”

Scarica il volantino con i QR code e fallo circolare

Una firma può partire anche da un foglio visto durante una pausa, in una bacheca o all’ingresso di un luogo di lavoro.

Per questo puoi scaricare il volantino dei Click Days con i QR code, stamparlo e appenderlo dove può essere visto: sul luogo di lavoro, in una sede, in uno spazio associativo o in un luogo che frequenti.

Chi lo incontra può inquadrare il QR code con lo smartphone e arrivare direttamente alla raccolta firme online.

Far conoscere la proposta significa dare a un’altra persona la possibilità di leggere cosa prevede e decidere di sostenerla.

Oggi firma online “I diritti non si appaltano”. Perché il lavoro può essere affidato in appalto. I diritti no.

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