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Scuola Popolare Antimafia 2026: conoscere le mafie per riconoscerle e contrastarle

Dal 12 ottobre torna la Scuola Popolare Antimafia. La VI edizione si svolgerà a Brescia, Bergamo, Varese e Crema, con incontri aperti a tutte e tutti per conoscere le organizzazioni mafiose, il loro radicamento in Lombardia e gli strumenti per contrastarle.

Le mafie riguardano anche la Lombardia.

Le inchieste degli ultimi anni hanno mostrato la presenza e il radicamento di cosa nostra, camorra e ’ndrangheta nel territorio regionale. Una presenza che non riguarda soltanto la cronaca giudiziaria, ma può toccare l’economia, il lavoro, le imprese e la vita delle comunità.

Per riconoscere questi fenomeni servono conoscenza, strumenti e occasioni di confronto accessibili anche a chi non frequenta l’università.

È con questo obiettivo che nasce la Scuola Popolare Antimafia, un percorso di formazione aperto a cittadine e cittadini e pensato per portare fuori dagli ambiti accademici studi e ricerche sulla storia, la sociologia e le trasformazioni della criminalità organizzata.

Una scuola aperta, nei territori

Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Cooperativa K-Pax Onlus, attiva da anni nel lavoro sociale nel territorio bresciano, e CROSS, realtà di ricerca dell’Università degli Studi di Milano dedicata alla criminalità organizzata.

La prima esperienza si è svolta a Brescia nel 2021. Negli anni la Scuola ha coinvolto associazioni, sindacati, cooperative e nuove realtà territoriali, ampliando progressivamente le proprie sedi.

Dopo le esperienze tra Brescia e Bergamo del 2023, l’estensione alla Franciacorta e alla Brianza nel 2024 e gli appuntamenti di Salò, Monza e Bergamo nel 2025, la VI edizione del 2026 arriverà a Brescia, Bergamo, Varese e Crema.

Capire come funzionano le mafie, anche vicino a noi

Il programma affronta cosa nostra, camorra, ’ndrangheta e altre organizzazioni mafiose, ma dedica spazio anche a ciò che accade nei territori lombardi.

Gli incontri affronteranno il rapporto tra mafie ed economia, il caporalato, il gioco d’azzardo, la legislazione antimafia, i beni confiscati, il carcere e gli strumenti di contrasto. A questi temi si aggiungono approfondimenti sui contesti locali e, a Bergamo, sul processo Hydra.

Tra docenti, ricercatori, giornalisti ed esperti coinvolti ci sono Nando dalla Chiesa, Federico Esposito, Federica Cabras, Ilaria Meli, Stefania Pellegrini, Marco Omizzolo e Andrea Carnì, insieme a numerose figure impegnate nell’analisi e nel contrasto della criminalità organizzata.

Conoscere questi meccanismi significa capire meglio ciò che può accadere attorno a noi: nei luoghi di lavoro, nelle attività economiche, negli appalti e nei territori in cui viviamo.

Il contrasto alle mafie non riguarda soltanto magistratura e forze dell’ordine. Ha bisogno anche di persone capaci di leggere i segnali, fare domande e non considerare inevitabili illegalità e sfruttamento.

La Scuola Popolare Antimafia parte da qui: rendere questa conoscenza accessibile e trasformarla in consapevolezza civile.

Le iscrizioni sono aperte dal 7 settembre al 9 ottobre 2026. Per partecipare e consultare tutte le informazioni: www.scuolapopolareantimafia.it.

Qui il programma completo! 

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