Viadana, Sokol Peposhi muore sul lavoro: chiediamo un confronto

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Il lavoratore dell’impresa appaltatrice ERGIN, impegnata per E-Distribuzione, ha perso la vita il 17 luglio durante un intervento a San Matteo delle Chiaviche. Filctem Cgil Mantova e Filctem Cgil Lombardia chiedono un confronto straordinario su sicurezza, organici, organizzazione del lavoro e gestione degli appalti.

Si chiamava Sokol Peposhi. Aveva 49 anni.

Venerdì 17 luglio, intorno alle 11.30, ha perso la vita in via Fossola, a San Matteo delle Chiaviche, frazione di Viadana, dopo essere rimasto folgorato da un cavo dell’alta tensione durante un intervento di taglio delle piante.

Secondo le informazioni raccolte dal sindacato, Sokol lavorava per l’impresa appaltatrice ERGIN, impegnata per E-Distribuzione in un intervento successivo a un guasto sulla rete.

La Federazione italiana lavoratori chimica tessile energia manifatture, Filctem Cgil Mantova e Filctem Cgil Lombardia, esprime vicinanza alla famiglia di Sokol, ai suoi colleghi e a tutte le persone colpite dalla sua morte.

Spetta agli organi competenti accertare la dinamica dell’incidente e le eventuali responsabilità. La verifica, però, deve riguardare anche il modo in cui il lavoro viene organizzato: il numero degli addetti, i tempi assegnati agli interventi, la formazione, le procedure, i controlli e il coordinamento tra committente e imprese appaltatrici.

Nei giorni precedenti, secondo un messaggio aziendale segnalato dai lavoratori e diffuso sui monitor dei dipendenti di E-Distribuzione, l’azienda aveva richiamato il personale alla sicurezza ricordando 22 infortuni gravi nei primi cinque mesi dell’anno.

Quel numero non può restare soltanto una comunicazione su uno schermo. Chiede risposte precise sulle condizioni in cui le persone lavorano.

«Richiamare chi lavora alla prudenza non basta. La sicurezza dipende da organici adeguati, tempi compatibili con le attività da svolgere, formazione, investimenti, procedure applicate e controlli. Dipende anche da una gestione rigorosa della filiera degli appalti e dal pieno coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori», dichiarano Filctem Cgil Mantova e Filctem Cgil Lombardia.

Da tempo il sindacato denuncia l’aumento della pressione sulle attività operative, la riduzione degli organici e la compressione di tempi e risorse. Senza anticipare gli accertamenti sull’incidente, è necessario verificare se questo modello organizzativo garantisca davvero la sicurezza di chi interviene sulla rete.

Per questo Filctem Cgil Mantova e Filctem Cgil Lombardia chiedono a E-Distribuzione di convocare subito un confronto straordinario sulla sicurezza, con il coinvolgimento delle imprese della filiera e delle rappresentanze dei lavoratori.

Sul tavolo devono esserci impegni verificabili su organici, formazione, tempi degli interventi, procedure, controlli e gestione degli appalti.

Il cordoglio per Sokol Peposhi deve tradursi in decisioni concrete.

L’efficienza non può essere pagata con la vita di chi lavora.

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