Rider a Milano e caldo estremo: serve sostegno al reddito
L’ordinanza del Comune di Milano introduce misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza dei rider impegnati nelle consegne tramite piattaforme digitali. Un provvedimento condivisibile, secondo NIDIL CGIL Lombardia, che però deve essere accompagnato da strumenti concreti di sostegno al reddito per chi è costretto a fermarsi.
Il caldo estremo non può diventare un costo scaricato sulle lavoratrici e sui lavoratori. È questo il punto centrale posto da NIDIL CGIL Lombardia dopo l’ordinanza del Comune di Milano sulle misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori delle piattaforme digitali di consegna.
Il provvedimento prevede la riduzione o la sospensione dell’assegnazione degli ordini ai rider che utilizzano la bicicletta nelle fasce orarie più critiche. Una misura necessaria per proteggere la salute di chi lavora all’aperto, spesso in condizioni climatiche difficili, ma che rischia di produrre una conseguenza inaccettabile: la perdita di reddito per chi, a causa dello stop alle consegne, non può lavorare.
Salute e reddito non possono essere messi in contrapposizione
Per NIDIL CGIL Lombardia la tutela della salute e della sicurezza è una priorità. Allo stesso tempo, però, nessun lavoratore e nessuna lavoratrice deve essere costretto a scegliere tra proteggersi dal caldo estremo e perdere una parte del proprio reddito.
Le piattaforme di food delivery devono quindi assumersi la responsabilità di garantire un sostegno economico ai rider impossibilitati a lavorare durante le ore di sospensione delle consegne. Una richiesta che il sindacato ha già avanzato in più occasioni alle società del settore, ricevendo finora risposte negative o insufficienti.
Oggi assemblea con presidio a Milano
Per discutere di salute, sicurezza, tutele e continuità reddituale, NIDIL CGIL Milano ha convocato per oggi, 10 luglio, alle ore 18, un’assemblea con presidio in Piazza Duca d’Aosta, presso la Stazione Centrale di Milano.
L’iniziativa nasce dalla necessità di dare voce ai rider e di costruire risposte collettive a una condizione sempre più urgente. Il tema non riguarda solo l’emergenza di questi giorni, ma il modello complessivo del lavoro tramite piattaforma: compensi, inquadramento, diritti, protezione sociale e dignità del lavoro.
Le piattaforme aprano un vero confronto con il sindacato
Secondo NIDIL CGIL Lombardia, Glovo, Deliveroo e le altre piattaforme devono aprire un confronto reale con le organizzazioni sindacali sul corretto inquadramento dei rider e sulle tutele conseguenti.
Il nodo riguarda anche l’accesso agli ammortizzatori sociali. Se i rider fossero pienamente riconosciuti dentro un sistema di diritti e protezioni adeguato, potrebbero beneficiare degli strumenti già previsti per molte altre lavoratrici e lavoratori nei momenti di sospensione o riduzione dell’attività.
La sospensione delle consegne nelle ore più calde, infatti, non può tradursi automaticamente in una perdita economica. Le aziende devono destinare risorse specifiche per garantire la continuità del reddito durante le fasce orarie in cui il lavoro viene fermato per ragioni di salute e sicurezza.
Il caldo estremo sarà sempre più strutturale
Il caldo eccessivo non può più essere considerato un evento eccezionale o episodico. I cambiamenti climatici stanno rendendo sempre più frequenti le condizioni meteo estreme, con conseguenze dirette su chi lavora all’aperto e in particolare su chi effettua consegne in bicicletta nelle città.
Per questo la protezione sociale dei rider diventa un tema che riguarda l’intera società: lavoratrici e lavoratori, imprese, consumatori e istituzioni. Garantire consegne sostenibili significa anche garantire lavoro sicuro, dignitoso e tutelato.
Verso l’incontro con il Ministero
Nei prossimi giorni è previsto un incontro con il Ministero, promosso dalla Confederazione insieme a NIDIL, per chiedere l’applicazione degli ammortizzatori sociali anche per questa categoria di lavoratori.
L’obiettivo è sollecitare una partecipazione attiva delle società di food delivery nell’assunzione di responsabilità verso rider, lavoratrici e lavoratori. Le piattaforme non possono sottrarsi a un confronto sulle condizioni di lavoro, sui compensi, sulle tutele e sulla sicurezza.
Compensi, tutele e dignità del lavoro
Alle questioni legate al caldo estremo si aggiungono le vertenze aperte nel settore. NIDIL CGIL Lombardia rileva che, anche a seguito dell’intervento della magistratura, Glovo non ha dato seguito agli impegni assunti in merito all’incremento delle retribuzioni.
Le principali società continuano a non rispondere in modo adeguato ai solleciti del sindacato e rifiutano di aprire una vera vertenza capace di dare risposte dignitose alle lavoratrici e ai lavoratori.
Per NIDIL CGIL Lombardia è necessario cambiare passo: salute, sicurezza, reddito e dignità non possono essere considerati costi accessori, ma diritti fondamentali.
L’assemblea di oggi sarà l’occasione per discutere con i rider delle prossime iniziative di mobilitazione e per ribadire una richiesta chiara alle piattaforme: garantire continuità reddituale durante le ore di sospensione delle consegne e aprire un confronto vero sulle tutele del lavoro nel food delivery.
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