Rinnovato il Consiglio sindacale interregionale Sondrio-Grigioni

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I sindacati: no alla tassa sulla salute e applicazione corretta della norma sui frontalieri transcantonali

 

Si è riunito a Sondrio il Consiglio sindacale interregionale Lombardia–Sondrio–Grigioni, con l’obiettivo di ridefinire i propri organismi alla scadenza delle cariche precedentemente insediate.

L’assemblea ha ringraziato il presidente uscente Giuseppe Augurusa per il lavoro svolto nel corso del suo mandato pluriennale e ha indicato i componenti della nuova assemblea. Sarà questa, nelle prossime settimane, a procedere alla nomina delle cariche sociali previste dallo statuto.

I componenti del nuovo Consiglio sindacale interregionale

Le cinque organizzazioni sindacali italo-svizzere hanno indicato i propri rappresentanti per la composizione del Consiglio sindacale interregionale.

Per la CGIL sono stati designati Guglielmo Zamboni e Giuseppe Augurusa; per la CISL Marco Contessa e Davide Fumagalli; per la UIL Pancrazio Raimondo e Fabrizio Tresoldi.

Per UNIA faranno parte del Consiglio Anke Gahme, Maria Lavagna e Francesco Brevetti, mentre per SYNA sono stati indicati Ramona Bachofen, Bruna Piccirillo e Gianluca Casili.

Superare definitivamente la tassa sulla salute

Nel corso della stessa seduta, il CSIR ha ribadito la necessità di superare definitivamente la cosiddetta tassa sulla salute, a oltre due anni dalla sua entrata in vigore ma ancora non applicata.

Le organizzazioni sindacali confermano la volontà di contrastarne l’eventuale applicazione anche attraverso il ricorso alla Corte costituzionale. Per CGIL, CISL, UIL, UNIA Grigioni e SYNA si tratta di una misura da abbandonare, perché rischia di produrre nuove incertezze e penalizzazioni per le lavoratrici e i lavoratori frontalieri.

Frontalieri transcantonali: serve certezza normativa

Il Consiglio sindacale interregionale è intervenuto anche sulla situazione dei frontalieri transcantonali, cioè le lavoratrici e i lavoratori residenti in provincia di Sondrio che svolgono la propria attività nel Canton Ticino.

Il CSIR ribadisce la necessità urgente di applicare correttamente quanto previsto dal cosiddetto decreto Omnibus, concordato dalle organizzazioni sindacali italiane con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

In particolare, i sindacati chiedono che sia riconosciuto il diritto di opzione per l’aliquota del 25% in luogo della tassazione concorrente per i vecchi frontalieri i cui Comuni di residenza non sono ricompresi negli elenchi del Canton Ticino.

Una questione di equità per chi lavora oltre confine

Per CGIL, CISL, UIL, UNIA Grigioni e SYNA, la condizione dei frontalieri transcantonali richiede una risposta chiara e tempestiva da parte delle istituzioni competenti.

Al centro ci sono l’equità fiscale, la certezza normativa e la tutela di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno attraversano il confine per lavorare, ma che rischiano di subire conseguenze ingiuste a causa di norme non applicate correttamente o di interpretazioni non coerenti con gli accordi raggiunti.

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