I sindacati dei Quattro Motori per l’Europa chiedono dialogo sociale
CGIL, CISL e UIL Lombardia, insieme alle organizzazioni sindacali delle regioni partner, rilanciano il ruolo del dialogo sociale per una competitività equa e sostenibile in Europa.
In occasione della cerimonia di passaggio della Presidenza dei Quattro Motori per l’Europa dalla Catalogna alla Regione Auvergne-Rhône-Alpes, alla presenza dei Presidenti e dei rappresentanti delle quattro regioni partner, le organizzazioni sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori hanno riaffermato il loro impegno comune per un’Europa più sociale, più democratica e più inclusiva.
Alla cooperazione sindacale partecipano CGT, UNSA, CFDT e CFTC per la Regione Auvergne-Rhône-Alpes; CGIL, CISL e UIL per la Lombardia; DGB per il Baden-Württemberg; CCOO e UGT per la Catalogna.
Attraverso una roadmap condivisa e una dichiarazione congiunta, i sindacati dei Quattro Motori per l’Europa hanno ricordato il ruolo strategico di questi territori, che rappresentano alcuni dei principali motori economici del continente. Al tempo stesso, hanno ribadito con forza che la competitività economica non può essere separata dal progresso sociale.
Competitività e diritti sociali devono procedere insieme
Secondo le organizzazioni sindacali, un’economia forte ha bisogno di solidi diritti sociali. Lo sviluppo economico, l’innovazione e la crescita possono essere realmente sostenibili solo se accompagnati da occupazione di qualità, dal pieno rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, dalla promozione del lavoro dignitoso e dalla riduzione delle disuguaglianze.
Per questo, i sindacati sottolineano la necessità che il Pilastro europeo dei diritti sociali diventi un elemento centrale del progetto europeo e venga pienamente integrato nelle strategie economiche, industriali e di competitività.
I diritti sociali, i diritti del lavoro e la partecipazione democratica non possono essere considerati variabili di aggiustamento, ma condizioni essenziali per garantire una prosperità condivisa.
La richiesta: un dialogo sociale permanente
Le organizzazioni sindacali chiedono che il dialogo sociale sia riconosciuto e valorizzato come strumento permanente di governance, a livello regionale ed europeo, per accompagnare le trasformazioni economiche, industriali e ambientali in modo equo e inclusivo.
L’obiettivo comune è costruire un modello di sviluppo capace di coniugare innovazione, competitività, giustizia sociale e partecipazione democratica, mettendo al centro il lavoro e i diritti delle persone.
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