Migranti. Tissone (Silp), Cie: coniugare accoglienza e sicurezza

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Giornata internazionale del Migrante

“Non è rilanciando metodi securitari e detentivi che si possono risolvere e soprattutto prevenire i problemi”

Rassegna.it 5 gennaio 2017

“La strada maestra resta quella di coniugare sicurezza e accoglienza, di permettere ai poliziotti di lavorare nelle migliori condizioni possibili e di concedere a chi scappa da guerre e miseria una nuova opportunità, nel rispetto delle leggi italiane. Non è rilanciando metodi securitari e detentivi che si possono risolvere e soprattutto prevenire i problemi, mentre credo che sia positivo l’approccio del ministro Minniti quando punta a rafforzare e a rendere effettivi gli accordi bilaterali per dare concretezza ai rimpatri”. Lo afferma Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil.

“Da anni il sistema dei Cie è totalmente sgretolato – dice Tissone – sia per gli scarsi risultati ottenuti, visto che portano in dote appena il 40 per cento degli effettivi allontanamenti sia, per gli altissimi costi economici di gestione, anche alla luce di quanto emerso da numerose inchieste giudiziarie e giornalistiche. Oggi dobbiamo puntare su altro e bisogna davvero riflettere sulla possibilità di riequilibrare l’eccessivo sbilanciamento esistente tra stanziamenti di natura repressiva e investimenti finalizzati alle politiche di accoglienza e di inclusione sociale che andrebbero rivolte ai tanti stranieri che vivono e lavorano onestamente nel nostro Paese”.

“Una nazione integrata e inclusiva – conclude il segretario del Silp Cgil – non solo è più forte, ma è anche più sicura. Alimentando, invece, il clima di paura e diffidenza, anche in chiave terrorismo, come continuano a fare certi politici, non solo non risolviamo i problemi e non andiamo da nessuna parte, ma rischiamo di esacerbare un clima già pesante. Poliziotti e cittadini chiedono soltanto di operare e vivere in sicurezza. La sicurezza oggi non può prescindere dall’accoglienza così come il baricentro del fenomeno migratorio non può incidere, così pesantemente, sulle sole forze di Polizia che si accollano il gravoso peso dell’intera gestione occupandosi del disbrigo delle pratiche di soggiorno, dei controlli, della sorveglianza nonché delle espulsioni, incombenze – in particolare quelle burocratiche -, che distolgono personale dal controllo del territorio e che potrebbero venire demandate ad altri soggetti. Da qui dobbiamo e possiamo ripartire immediatamente. Non c’è altra via”.