CASE POPOLARI, Approvata legge regionale. Sindacati: una legge ancora insufficiente che non risolve i problemi dell’edilizia pubblica

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Comunicato stampa Cgil, Cisl, Uil, Sicet, Sunia, Uniat, Unione inquilini, Conia Lombardia

Milano, 28.6.2016

Oggi il progetto di legge regionale per la riforma dell’edilizia pubblica e’ stata approvato dal consiglio regionale lombardo.
Cgil, Cisl, Uil della Lombardia, con i sindacati regionali degli inquilini Sicet, Sunia, Uniat, Unione inquilini, Conia hanno sollecitato modifiche alla riforma, chiedendo più case, più servizi, più tutele e diritti attraverso diverse iniziative.
Ben 12mila sono state le firme raccolte a sostegno della petizione popolare sulle proposte dei sindacati, presentate alla Regione il 26 maggio scorso e centinaia di persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata il 21 giugno.
Anche con il presidio di oggi Cgil, Cisl, Uil e sindacati degli inquilini hanno inteso ribadire  le proprie preoccupazioni e critiche  sulla legge di riforma. Nonostante alcune modifiche la legge rimane una riforma sbagliata, con gravi impatti sulla gestione del disagio e della domanda sociale di alloggi, e che solo in parte potranno essere rimediati con i regolamenti attuativi che la Giunta regionale dovrà emanare nei prossimi mesi.
Tra le poche modifiche nell’approvazione della riforma, l’accoglimento del criterio preferenziale nell’affidamento dell’incarico di servizio degli operatori privati quando questi apportano alloggi di loro proprieta’ da affittare nel sistema dei servizi, la tutela degli anziani e dei nuclei con gravi patologie croniche e gravemente invalidanti nei piani di vendita cui non possono essere sottoposte a mobilità forzosa, il riconoscimento della rappresentanza sindacale nelle politiche abitative in Regione e il riconoscimento delle autogestioni dei servizi da parte degli inquilini.
Stante che la riforma sarà attuata attraverso regolamenti di giunta regionale da approvarsi nei prossimi 24 mesi, le organizzazioni sindacali confederali e degli inquilini prendono atto della disponibilità dell’Assessorato a riaprire il confronto di merito

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