Sanità anziana / L’allarme della Fp Cgil sui numeri del personale in Lombardia

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14 ott. – Lo studio condotto dalla Fp Cgil Medici sui dati del Conto annuale dello stato ha rilevato che la metà dei medici del Servizio sanitario nazionale ha oltre 55 anni. …

Lo studio condotto dalla Fp Cgil Medici sui dati del Conto annuale dello stato ha rilevato che la metà dei medici del Servizio sanitario nazionale ha oltre 55 anni. Il blocco del turn over e l’aumento dell’età pensionabile hanno generato un boom di dottori anziani. E in Lombardia? La nostra regione conta il numero più alto, a livello nazionale, di personale della sanità: 102.595 lavoratrici e lavoratori tra medici, dirigenti, infermieri, tecnici, amministrativi. Si tratta in maggioranza di donne: 73.952, contro 28.643 uomini. Le prime hanno, in maggioranza, un’età compresa tra i 50 e i 54 anni. Gli uomini hanno per lo più tra i 55 e i 59 anni. Il trend è lo stesso in tutte le Asst, Ats e tutti gli enti del servizio sanitario di tutte le province lombarde. “Per quanto riguarda il personale di comparto, l’anzianità pesa soprattutto a chi opera sui tre turni, specie il personale infermieristico, composto soprattutto da donne – commenta Manuela Vanoli, segretaria Fp Cgil Lombardia -. Non a caso il loro mestiere va inserito tra i lavori usuranti. Per di più, ancora troppo spesso, pesano sulle spalle delle donne i gravosi compiti di cura anche in ambito domestico. Stesso discorso vale per il personale tecnico e amministrativo: il blocco delle assunzioni, i turni insostenibili complicano il lavoro ai dipendenti che con grande senso di responsabilità garantiscono le cure ai cittadini”. Per Sonia Ribera, responsabile regionale Fp Cgil Medici: “L’invecchiamento della categoria medica riguarda sia la componente ospedaliera sia quella territoriale. Oltre le ovvie ricadute sulle performance dei medici in servizio e sulla perdita del loro bagaglio professionale, che difficilmente potrà essere raccolta da medici più giovani, dobbiamo considerare le conseguenze sui servizi. Si stima che nel prossimo decennio si verificheranno circa 100.000 pensionamenti (almeno 60.000 medici nel settore ospedaliero e circa 40.000 nella medicina territoriale) che non saranno compensati neanche se verrà sbloccato il turn over, perché non è stato previsto un numero adeguato di accessi alle scuole di formazione. E’ evidente che se il territorio perderà quasi la metà dei suoi professionisti e l’ospedale più del 10% non ci sarà modo di garantire neanche l’attuale livello assistenziale”. (aa)
angela.amarante | 14 ottobre 2016, 17:15