Riders, Filt Cgil: una legge che superi il cottimo e garantisca il diritto a Inps, Inail e contrattazione

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Dopo il presidio convocato dalla Filt Cgil sotto la Prefettura di Milano per chiedere un intervento legislativo a tutela dei riders e dei consumatori, una delegazione della categoria e un rider in rappresentanza dei numerosi suoi colleghi sono stati ricevuti dal Prefetto

 

Durante l’incontro la delegazione ha illustrato le richieste che il sindacato formula da tempo al legislatore e al governo. “Chiediamo una legge che garantisca INPS e INAIL a questi lavoratori e che venga garantito loro il diritto alla contrattazione nazionale” ha detto Stefano Malorgio, Segretario Generale della FILT CGIL Lombardia.

“Abbiamo illustrato alcune condizioni critiche di violazione della normativa circa la sicurezza, l’orario di lavoro, la fattispecie di lavoro occasionale, lavoro nero su cui abbiamo chiesto un incremento delle ispezioni delle Direzioni Territoriali del Lavoro. Apprezziamo che in queste ore numerosi enti locali stiano intervenendo per quanto di loro competenza sulla materia ma ci sono competenze del Governo e del Legislatore nazionale insostituibili” conclude Malorgio.

L’incontro di oggi assume un particolare significato dopo le dichiarazioni del Vicepresidente del Consiglio Luigi di Maio che ha detto di voler intervenire con la decretazione d’urgenza sulla materia. “Abbiamo chiesto alla Prefettura di informare il Governo e il Ministro competente che le Organizzazioni confederali sono pronte da subito all’avvio di un confronto visto che ad oggi oltre alla mobilitazione di questi lavoratori abbiamo dato una prima risposta inserendoli nel Contratto Nazionale – spiega Luca Stanzione Segretario Generale della FILT CGIL Milano. “Verificheremo il testo del decreto e lo valuteremo nel merito. Il fatto che si voglia intervenire è di per sé un passo in avanti frutto delle tante mobilitazioni della CGIL su tutto il territorio nazionale e dello sciopero del 25 maggio. Noi partiamo dai contenuti della Carta dei Diritti. Sappiamo che non tutto è lavoro subordinato”.

“Avvertiamo il rischio – prosegue Stanzione – che si intervenga con un salario minimo per legge sganciato dalla Contrattazione Nazionale che diventerebbe un ulteriore divisione del mercato del lavoro. Noi chiediamo che a queste persone venga riconosciuto lo status di cittadini della Città del Lavoro, che si superi il cottimo e si contratti Algoritmo, carichi di lavoro, strumentazione, sicurezza, formazione e organizzazione. Sarebbe diverso se il salario minimo per legge avesse un legame con gli inquadramenti contrattuali del Contratto Nazionale, verificheremo nei prossimi giorni i contenuti della norma”

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