Una riflessione e un bilancio su Garanzia Giovani. Intervista al segretario generale della Cgil Lombardia Elena Lattuada

in Intervista, UFFICIO STAMPA e COMUNICAZIONE

 

 

Luci e ombre di Garanzia Giovani
Elena Lattuadaintervento di Elena Lattuada segretario generale CGIL Lombardia 
il Giorno Quotidiano nazionale, 6 luglio 2016

Traendo un bilancio a due anni dall’avvio di Garanzia Giovani, si può dire che i dati nazionali ci consegnano una fotografia di estrema difformità di carattere territoriale e regionale.  Questo è il primo elemento sul quale occorrerà intervenire per rispondere in modo positivo al richiamo dell’Unione Europea da cui hanno avuto origine i finanziamenti per la nuova sperimentazione, che si poneva l’obiettivo di fornire ai giovani «un’offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio extra-curricolare».

Nel quadro generale, che presenta luci ed ombre, sicuramente spiccano i risultati raggiunti in Lombardia, che fanno registrare dal 2014 un numero consistente di giovani, oltre 80 mila, che si sono rivolti ad enti accreditati per ricevere servizi al lavoro. Di questi sono stati effettivamente presi in carico poco meno di 60 mila, e gli avvii al lavoro sono stati 50.398.

Hanno favorito questo risultato migliore in Lombardia essenzialmente due fattori: un mercato del lavoro e una situazione economica sicuramente più dinamici che altrove, si pensi solo all’indotto prodotto da Expo nel 2015, e un sistema di politiche attive già sperimentato, che ha funzionato anche grazie al coinvolgimento delle istituzioni, delle parti sociali e degli operatori pubblici e privati.  Anche in Lombardia, tuttavia, una lettura più attenta ci dice che il 50% degli avvii al lavoro sono tirocini, e che dei restanti 25 mila, solo 6.800 trovano una risposta certa e contiuativa con contratti a tempo indeterminato.

Complessivamente si può dire che non c’è ancora piena rispondenza tra le aspettative e l’offerta effettiva. Perciò, se da una parte questi due anni sono stati importanti per strutturare la rete dei servizi, ora bisogna lavorare per la sua effettiva efficacia, facendo in modo che un numero sempre maggiore di giovani vi faccia ricorso.

Occorrono dunque misure che, superando il carattere sperimentale e temporaneo, correggano le criticità e diano a Garanzia Giovani continuità e uniformità sul territorio nazionale, anche sul piano delle risorse, e piena cittadinanza nel quadro nazionale e regionale delle politiche attive per il lavoro.

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