Legalità e inclusione: la Cgil Lombardia aderisce al progetto del “Luppoletto Sociale” e adotta otto piante

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La Cgil Lombardia aderisce al “Luppoleto sociale”, un progetto agricolo con l’obiettivo di creare lavoro per soggetti svantaggiati (persone con disagio psichico, rifugiati politici, migranti in difficoltà, ex carcerati, NEET), nel pieno rispetto dei contratti di lavoro.

Abbiamo deciso di sostenere la produzione di luppolo italiano biologico in un terreno del Parco agricolo Sud Milano, che entrerà in produzione all’interno di una rete di economia solidale e popolare che riunisce la Fabbrica Recuperata Cooperativa RiMaflow, le associazioni UCAPTE – Una casa anche per te e La Barriera, la Cooperativa Agricola Sociale Madre Terra, il Bene Confiscato Libera Masseria di Cisliano, la Cascina Sant’Alberto di Rozzano.
Il luppolo prodotto verrà lavorato dai birrifici artigianali Alma di Monza e La Spilleria di Cassina dè Pecchi, che completeranno il ciclo della Birra Fuorimercato.

Il “Luppoleto sociale” è un altro germoglio di quella straordinaria storia che si sta scrivendo intorno al riuso sociale dei beni confiscati. Pensiamo in particolare alla Masseria di Cisliano, bene confiscato alla ‘ndrangheta vicino Milano, che sosteniamo fin dalla sua nascita perché è un luogo in cui si respira profumo di legalità, di inclusione e di partecipazione.
Anche quest’anno sosterremo, insieme alla CGIL di Milano e del Ticino Olona, i 14 campi di lavoro e formazione organizzati alla Masseria.

Nel “Luppoleto sociale” sono state messe a dimora 1.400 piantine. Come CGIL Lombardia ne abbiamo “adottate” otto e le abbiamo dedicate alla memoria di:

– Lea Garofalo
– Vittime della strage di Piazza Loggia
– Vittime della strage di via Palestro
– Ion Cozacu
– Fausto Spagnoli
– Vittime dell’incidente ferroviario di Pioltello
– Vittime della Lamina
– Emmeline Pankhurst

 

Qui le biografie delle persone cui sono state dedicate le otto piante