K-Flex. Una storia di ordinaria delocalizzazione

in UFFICIO STAMPA e COMUNICAZIONE

Il Tribunale di Monza ha proposto un accordo economico tra le parti, con un’incentivazione più alta. I lavoratori, messi alle strette, dopo 110 giorni di lotta, hanno accettato. È l’ultimo passo di una vicenda che mette in luce tutte le mancanze politiche, economiche e industriali del nostro Paese

 

 

 

Le tappe di una storia di ordinaria delocalizzazione

 

La vicenda della KFlex – impresa leader mondiale del settore degli isolanti di Roncello, in Brianza, in crescita produttiva e con 243 dipendenti – inizia la mattina del 24 gennaio 2017, quando le lavoratrici e i lavoratori entrano in sciopero e in presidio permanente perché l’azienda ha dichiarato che entro qualche mese lascerà lo stabilimento. Sta infatti conducendo un’operazione spregiudicata di delocalizzazione verso la Polonia. La direzione aziendale continua a nascondersi, e non si presenta al tavolo convocato in Assolombarda.

Le organizzazioni sindacali, la Filctem Cgil, la Femca Cisl, la Rsu della KFlex ottengono incontri con la Provincia Monza e Brianza e con la Regione Lombardia per sollecitare il loro ruolo attivo e per evitare la delocalizzazione e mantenere l’occupazione.

L’azienda, che ha un bilancio in utile, aveva già licenziato 46 lavoratori nel 2014.

Le organizzazioni sindacali vogliono arrivare al Mise e “inchiodare” al tavolo l’amministratore delegato. Intanto i lavoratori sono impegnati nello sforzo di garantire una presenza 24 ore su 24 al presidio per evitare l’uscita di merce e macchinari. Cominciano ad arrivare sostegno e solidarietà.

Il 25 gennaio si tiene una conferenza stampa, e da allora l’intervento dei media è massiccio. L’8 febbraio si riunisce il tavolo al Mise alla presenza del vice Ministro Teresa Bellanova. L’azienda di nuovo non si presenta, ignorando i lavoratori e le stesse istituzioni. 

Poco prima dell’incontro arriva la comunicazione di avvio della procedura di licenziamento collettivo per 187 lavoratori su un totale di 243 in organico, con la cessazione delle attività di produzione. I sindacati condannano questa modalità brutale e inaccettabile dell’azienda, e chiedono subito il ritiro dei licenziamenti ricordando che KFlex ha un utile di oltre 10 milioni, oltre ad aver ottenuto da parte dei lavoratori turnazioni a ciclo continuo, centinaia di ore di straordinario e ogni tipo di flessibilità. Inoltre l’azienda, che il 28 dicembre 2016 aveva sottoscritto un accordo sindacale nel quale si impegnava a non aprire procedure di riduzione del personale per tutto il 2017, negli ultimi anni ha percepito circa 12 milioni di euro di finanziamento pubblico dal Mise, di cui quasi un milione a fondo perduto. Di fatto, è stata finanziata la delocalizzazione in Polonia con i soldi delle tasse dei lavoratori. Di qui parte una nuova richiesta al Governo di un impegno diretto su questa vertenza. 

Il primo incontro di procedura si tiene in Assolombarda il 14 febbraio; in quella sede il vice Ministro Bellanova si impegna a riconvocare le parti. Intanto arriva anche il supporto della Provincia e della commissione Attività produttive della Regione.

Contemporaneamente, sotto la sede dell’associazione industriale, metà dei lavoratori dà vita ad una manifestazione mentre gli altri presidiano la fabbrica a Roncello.

L’azienda conferma i 187 licenziamenti e la cessazione delle attività di produzione. La delegazione sindacale ribadisce la richiesta di ritiro dei licenziamenti e di un piano industriale che preveda il mantenimento dell’occupazione, poiché l’azienda aumenta utili e fatturato, esportando su tutti i mercati.

La Presidente di Assogomma e componente del cda dell’Isolante KFlex dichiara intanto che i milioni di finanziamento pubblico ottenuti dal Mise sono stati utilizzati per attività all’estero. AlI’incontro in commissione Attività Produttive della Regione, sempre il 14 febbraio, l’azienda non si presenta, continuando con sfregi alle istituzioni. La commissione prende atto delle menzogne dichiarate dalla direzione della KFlex che la settimana precedente in audizione sosteneva di essere alla ricerca di un nuovo stabilimento e di non voler delocalizzare. Il Consiglio Regionale della Lombardia approva una mozione che impegna la Giunta a richiedere il ritiro dei licenziamenti e ad adoperarsi per attivare un confronto. Isolante KFlex – dicono i sindacati – dichiara l’aumento del fatturato a 500 milioni entro due anni, oltre a nuove assunzioni di 100 persone in Polonia e altre 100 negli USA.

La Cassa Depositi e Prestiti è azionista con 23 milioni di euro delle 5 realtà produttive KFlex Asiatiche in Cina, India, Malesia, Dubai e Hong Kong.

Numerose intanto le iniziative a sostegno della lotta delle lavoratrici e dei lavoratori della Isolante KFlex: una raccolta di fondi, un concerto la sera di sabato 11 marzo e una manifestazione il 14 marzo davanti ad Assolombarda con i segretari generali di FilctemCgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, Emilio Miceli, Angelo Colombini, Paolo Pirani.

Il giorno prima l’azienda aveva negato l’accesso ai rappresentanti sindacali e, altro fatto gravissimo, in quei giorni aveva fatto uscire dall’azienda attrezzature destinate alla fabbrica polacca, violando leggi, il diritto di sciopero e le disposizioni della Prefettura di Monza e del Governo, che aveva diffidato l’azienda dall’intraprendere iniziative provocatorie e dall’effettuare tentativi di far uscire attrezzature dalla fabbrica di Roncello. Questo atteggiamento di sfida ai lavoratori e alle istituzioni, per l’ennesima volta, provoca una denuncia alle autorità preposte.

La mattina del 31 marzo, a Vimercate, un nuovo presidio. 

Il 7 aprile, primo incontro in Agenzia Regionale per l’Istruzione, la Formazione e il Lavoro. La delegazione sindacale ripropone il mantenimento di un insediamento produttivo, l’attivazione di ammortizzatori sociali e proposte economiche di accompagnamento volontario dei lavoratori. L’azienda mantiene un atteggiamento di chiusura su tutto e dichiara solo la disponibilità a buonuscite insoddisfacenti. Un nuovo incontro in Arifl viene fissato per il 20 aprile. Intanto si tiene l’assemblea con i lavoratori e si avviano le procedure per denunciare l’Isolante KFlex per condotta antisindacale a seguito del mancato rispetto da parte dell’azienda dell’accordo del 28/12/2016, dell’indisponibilità ad aprire una trattativa e delle motivazioni riportate nella procedura di licenziamento collettivo. Si sospende lo sciopero e si riprendere l’attività lavorativa il 13 aprile.

Ma quella mattina operai e impiegati trovano i cancelli chiusi e l’azienda comunica la sua indisponibilità a consentire l’accesso in fabbrica.

Dopo 79 giorni di sciopero comincia la serrata da parte della KFlex, che dovrà retribuire i lavoratori disposti a riprendere l’attività lavorativa.

Le organizzazioni sindacali sollecitato una riconvocazione urgente del tavolo al Mise.

Il 14 aprile anche il Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati Cesare Damiano incontra i lavoratori. Il 18 aprile riprende lo sciopero.

Il 20 aprile nuovo incontro in Arifl. Assolombarda ribadisce la volontà dell’azienda di discutere solo di buonuscite economiche. Il 7 aprile KFlex aveva già comunicato una disponibilità a riconoscere un incentivo all’esodo ben inferiore in termini di mensilità a quanto previsto nell’accordo del 28/12/16 e i lavoratori in assemblea avevano dichiarato irricevibile la proposta e condiviso con le organizzazioni sindacali la necessità di presentare il ricorso al giudice. 

Le parti si riaggiornano al 26 aprile, ultimo giorno per trovare un accordo prima della scadenza della procedura dei 75 giorni previsti dalla legge. In alternativa si arriverà davanti al giudice per chiedere l’annullamento della procedura di licenziamento.

Viene rinnovata la richiesta al Governo italiano e a tutte le forze politiche di impegnarsi; questa ferma richiesta sortisce il risultato di un’interrogazione parlamentare e il 21 aprile il vicepresidente della Regione Lombardia Fabrizio Sala incontra i lavoratori al presidio di Roncello.

Anche nell’incontro del 26 aprile non si raggiunge nessun accordo, e il 27 aprile l’azienda invia 187 lettere di licenziamento ai lavoratori con un telegramma.

“La solita arroganza della famiglia Spinelli – dice una nota sindacale Filctem e Femca Brianza – che oltre a non rispettare le istituzioni e i lavoratori, prima dell’udienza del 4 maggio presso il Tribunale di Monza nella quale il giudice dovrà decidere in merito alla richiesta delle organizzazioni sindacali di annullare la procedura di licenziamento, sceglie unilateralmente di licenziare i lavoratori”. Prosegue il presidio “in attesa che si faccia giustizia ripristinando gli accordi sindacali sul mantenimento dei posti di lavoro”.

Il 4 maggio il Tribunale rinvia all’11 dello stesso mese. Il giorno dell’udienza, dagli esuberi KFlex arriva un altro messaggio di speranza: “Oggi l’udienza presso il Tribunale di Monza. Le organizzazioni sindacali e i lavoratori chiedono l’annullamento della procedura di licenziamento poiché non sono stati rispettati gli accordi sindacali sul mantenimento dei posti di lavoro e poiché la procedura di licenziamento si basa su falsità”. 

“I lavoratori sono in presidio da 108 giorni e con grande coraggio non si arrendono all’arroganza dell’azienda e all’incapacità della politica e delle istituzioni di produrre risultati concreti nonostante gli ingenti finanziamenti pubblici concessi. Alle istituzioni e al Governo chiediamo ancora un impegno a produrre normative che impediscano il riproporsi di iniziative di imprenditori spregiudicati che pur facendo utili, licenziano centinaia di lavoratori dopo aver tradito la loro fiducia e dopo aver sfruttato risorse pubbliche”.

“Avanti per cambiare insieme. Coraggio!”

Nel pomeriggio dell’11 maggio arriva la proposta di mediazione economica da parte del magistrato che fissa per il 15 maggio la data ultima per una decisione difficile che i lavoratori, insieme al sindacato, prenderanno nel corso di un’assemblea.

Sabato 13 maggio la decisione finale: i lavoratori votano a larga maggioranza (135 voti favorevoli e 25 contrari) l’approvazione della proposta del giudice.

Si conclude così, dopo 110 giorni di lotta, la vertenza KFlex. 

Il 15 maggio viene firmato l’accordo in Tribunale. 8 milioni di euro per l’incentivazione economica complessiva a fronte dei 187 licenziamenti.

Per la Cgil Lombardia “la vicenda KFlex ha messo drammaticamente in evidenza da una parte la protervia e l’impunità di un’azienda in crescita, che ha usufruito di ingenti contributi pubblici per poi delocalizzare, disattendere gli impegni assunti e mettere sulla strada i propri dipendenti, e dall’altra l’impotenza delle istituzioni pubbliche e del Governo di fronte a operazioni aziendali senza scrupoli come questa”.

“È inconcepibile – denuncia il sindacato regionale – che le risorse pubbliche debbano servire a finanziare le delocalizzazioni e le chiusure aziendali anziché difendere l’occupazione e crearne di nuova, rilanciare il nostro patrimonio produttivo e salvaguardare le nostre eccellenze”.