Una giornata al campo di volontariato e formazione sul bene confiscato “La Masseria” di Cisliano. DIARIO DEI CAMPI a cura dei volontari

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– Settimana 6 – Giorno 2 –
Dopo una prima giornata di conoscenza e di racconti che guideranno il nostro percorso insieme, abbiamo iniziato oggi i lavori di questa settimana di recupero del bene: proseguendo con la catalogazione e sistemazione del mercatino, riordino dei box e pulizia dell’appartamento, mentre nell’area esterna abbiamo continuato a sistemare le aiuole mancanti, tagliato l’erba e ripristinato una delle staccionate scomparse durante i danneggiamenti successivi alla confisca.

Nel pomeriggio abbiamo riflettuto con Vincenzo Moriello di Cgil Lombardia sui beni confiscati alle mafie, il loro riutilizzo per scopi sociali e l’infiltrazione delle mafie nell’economia, prendendo come spunto il caso Perego. Ci siamo divisi in gruppi di lavoro, analizzando i personaggi coinvolti in questa vicenda e le fasi dell’infiltrazione mafiosa che ha reso tale impresa in una vera e propria azienda mafiosa.
“Ragazzi, secondo voi Ivano Perego era consapevole di affidarsi ai mafiosi? Voleva trarne benefici per espandersi oppure aveva semplicemente bisogno di nuovi soldi per non far fallire l’azienda in tempi di crisi?” a questa domanda di Vincenzo Moriello, molti hanno ritenuto che l’imprenditore fosse consapevole della sua scelta, volendo beneficiare dell’influenza ‘ndranghetista per poter accrescere i propri affari. “Ivano Perego adottò la via dell’imprenditoria spregiudicata, scelta che permette alle mafie di radicarsi profondamente nelle aziende e nei settori dell’economia, consentendo al tempo stesso alle imprese di espandersi utilizzando ogni mezzo. Questo rapporto ha però un prezzo, un costo sociale. Una simile azienda deve cambiare totalmente rotta oppure fallire, perché l’imprenditoria spregiudicata e il legame con le mafie arreca danni all’intera società, si pensi allo smaltimento dei rifiuti o al mancato rispetto delle norme sul lavoro, così come della Costituzione.”
Al termine della formazione Angelica ha detto a Moriello: “l’incontro di oggi mi è piaciuto molto, quando parli ti brillano gli occhi! Si vede che quello di cui ci hai parlato ti appassiona, ti prende dentro e questo è contagioso!”. Angelica secondo noi ha colto pienamente il senso di queste formazioni. Riflessioni e confronti che fuori da questo campo ritroverà raramente, occasioni di approfondimento che servano a tutti noi per aprire occhi, orecchie e bocca per iniziare a fare scelte concrete e consapevoli, contro le povertà, le disuguaglianze sociali e le mafie.

In serata ci siamo spostati a Morimondo, rilassandoci nei pressi dell’Abbazia, patrimonio storico e artistico di questo territorio. Facendo il pieno di bellezza, pronti per tornare in Masseria e portare anche qui, la forza della bellezza, contro le mafie e le ingiustizie sociali.
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