Federconsumatori lancia una diffida a Twitter

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In occasione dell’elezione del nuovo presidente di Federconsumatori Lombardia, Natale Carapellese, l’associazione ha illustrato in conferenza stampa l’azione inibitoria che Federconsumatori nazionale e regionale, con la collaborazione del Presidente Territoriale di Pavia Cristiano Maccabruni, hanno avviato nei confronti di Twitter: una vera e propria diffida sul terreno delle regole d’uso.

I social media hanno assunto un ruolo centrale nella circolazione delle informazioni e sono diventati luogo di confronto e discussione; fra questi Twitter ha una capacità di penetrazione che non ha eguali, ed è un mezzo di comunicazione potentissimo in continua evoluzione ed espansione. Com’è noto solo nel nostro Paese gli utenti attivi sono 7 milioni al mese.

Oggi si parla molto di censura e “fake news”, un dibattito acceso e con posizioni contrastanti. Molti sostengono che in rete circolino troppe notizie false potenzialmente assai dannose per l’opinione pubblica, e che pertanto sia da regolamentarne l’uso; al contrario molti altri sostengono che uno dei principali problemi italiani sia rappresentato dagli stessi media (stampa e televisivi), ormai diventati dei meri “portavoce”, fonti essi stessi di informazioni quanto meno di parte, e che quindi il problema non sia certo la rete.

L’altra ragione per la quale Federconsumatori procede con l’azione inibitoria è rappresentata dalle condizioni generali di contratto: in parole povere dalle regole che devono rispettare gli utenti.

Sia nel caso di Twitter che di altri social spesso le condizioni generali di contratto sono ambigue e favorevoli alle aziende, dando per esempio la possibilità di chiudere un profilo senza dare spiegazioni. Si tratta di multinazionali che operano in tutto il mondo, pertanto individuare la regolamentazione e le leggi applicabili non è semplice, tanto che anche questo argomento è oggetto di dibattito a vari livelli da tempo.

Nel merito dell’azione che si propone, attraverso il lavoro degli avvocati Tina Campari e Rodolfo Serianni, sono state individuate alcune clausole presenti nelle condizioni generali di contratto dell’azienda non corrette; per questo, ai sensi dell’art. 37 del Codice del Consumo, Federconsumatori chiede, attraverso l’azione inibitoria a Twitter, di modificarle in senso più favorevole agli utenti, rispettando la normativa italiana.

Federconsumatori è convinta che il settore dei social meriti maggiore attenzione e tutele per gli utenti: “non accettiamo che le aziende si scrivano da sole le regole, soprattutto quando – come in questo caso – le stesse sono sfavorevoli e scorrette”.