Cassa integrazione e mobilità gennaio-aprile 2016 Lombardia

in UFFICIO STAMPA e COMUNICAZIONE

CGIL Lombardia, 27 maggio 2016

Crisi di struttura industriale

Sebbene la Cassa Integrazione della Lombardia nel corso di tutto il 2016 manifesti dei segnali incoraggianti, con una riduzione del 33,8% nel periodo gennaio-aprile 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015, l’industria attraversa una crisi profonda. Non  tanto e non solo dal lato degli investimenti, che nel corso di questi ultimi anni si sono ridotti in misura maggiore rispetto alla media europea, piuttosto nell’incapacità della stessa industria di soddisfare la domanda di beni strumentali che le imprese, nel bene e nel male, ogni anno sono costrette a realizzare. Solo quando la domanda di investimenti si comprime l’offerta del paese intercetta-soddisfa la domanda, diversamente dai casi in cui la domanda si posiziona su livelli europei. In questo caso la maggiore domanda di investimenti delle imprese è soddisfatta da maggiori importazioni che giustificano la minore crescita del PIL. Si tratta di un problema di struttura che ha radici lontane e mai affrontate dalla politica.

La principale divergenza tra la struttura produttiva nazionale e quella della Lombardia è nel contenuto tecnologico della produzione. Infatti, il saldo tra le esportazioni e le importazioni di beni e servizi ad alto contenuto tecnologico è sistematicamente in passivo sia all’interno dei Paesi europei e sia per i Paesi extra Europa. Facendo 100 il totale delle esportazioni e delle importazioni europee, la componente ad alta tecnologia delle esportazioni dell’Italia è pari a 5,8% e quella delle importazioni è pari a 9,8%. Una differenza che chiama in causa la specializzazione produttiva e l’assenza di politiche adeguate per modificare la specializzazione produttiva.

Cassa integrazione gennaio-aprile 2016

Complessivamente l’uso della cassa integrazione della Lombardia, gennaio-aprile 2015 e 2016, si riduce in modo significativo. La contrazione nel periodo considerato è del 33,8%. Sebbene il trend sia positivo, occorre sottolineare che la riduzione dell’uso della cassa integrazione non è accompagnato da una crescita del tasso di occupazione in generale. Sostanzialmente le imprese tendono a recuperare il lavoro in essere è utilizzarlo di più rispetto agli anni passati. Non a caso le ore lavorate per addetto sono aumentate per le imprese che sono riuscite a tenere aperti gli impianti nonostante la crisi intervenuta in questi ultimi 9 anni. Rimane ancora molto alto il ricorso all’uso della cassa in deroga, più 146,3%, ma questo indicatore è inficiato da dinamiche finanziarie che pregiudicano una analisi coerente e sistematica.

Un aspetto sottovalutato nella valutazione dell’uso della cassa integrazione come specchio della crisi. Se analizziamo i settori, possiamo comprendere che i settori direttamente interessati dalla domanda di consumo “ricreativo e/o riproduttivo” sono anche i settori in cui cresce l’uso della cassa integrazione: servizi (più 539,6%) e alberghi-pubblici esercizi (più 326%).

Al netto delle province di Bergamo (più 3,8%) e Cremona (più 9%), tutte le altre province della Lombardia riducono l’uso della Cassa integrazione per valori che oscillano tra il meno 27% al meno 61%. Infatti, la così detta disoccupazione implicita della cassa integrazione si riduce a un valore molto contenuto: 2,02%.

Lo stesso andamento lo possiamo registrare per la mobilità per e mesi gennaio-aprile. Nel periodo considerato si riduce del 48,7%. Solo nelle province di Lecco, Como e Brescia  cresce la tendenza all’uso della mobilità, rispettivamente 27,8%, 24,3% e 241,1%.

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