Il caos nelle scuole e il valzer dei docenti creati dalla legge “Buona scuola”

in Istruzione Formazione Ricerca, UFFICIO STAMPA e COMUNICAZIONE

“Buona Scuola” L’ accordo politico sulla mobilità e la contrattazione delle regole potranno ridare certezze e diritti sia agli studenti che ai docenti.

Dichiarazione di Tobia Sertori Segretario generale FLC CGIL Lombardia

E’ sempre facile – dice Tobia Sertori, Segretario generale della FLC CGIL Lombardia – cadere in analisi superficiali e slogan populisti quando si parla del personale della scuola, un po’ per la complessità della materia, un po’ per uso strumentale nel proporre soluzioni semplicistiche o nell’indicare le rappresentanze degli insegnanti colpevoli dei problemi della scuola o, ancora, nell’indicare i docenti dello Stato poco meritevoli.

In questi giorni abbondano sui quotidiani e nei social commenti vari dopo l’accordo politico sulla mobilità tra le Organizzazioni Sindacali della scuola (Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals) e il neo Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca.

L’anno scolastico in corso, primo anno di applicazione della Legge 107 (la “buona scuola”), come anche tutti i commentatori hanno scritto, è stato l’anno più caotico nel garantire un inizio regolare agli studenti con i docenti in classe, e nel garantire certezza del luogo di lavoro al 1° settembre agli insegnanti. Il caos è stato determinato dal contenuto della Legge 107 che stravolgeva la mobilità e l’assegnazione alle scuole dei docenti, creando divisione tra quelli titolari di scuola e quelli assegnati ad ambiti territoriali comprendenti più scuole e le procedure dell’assegnazione alla scuola, con la cosiddetta “chiamata diretta” dei Dirigenti Scolastici.

Il sistema informatico del Ministero, che doveva applicare le fasi e i criteri contenuti nel Contratto sulla Mobilità, è andato in tilt e il fatidico “algoritmo” ha prodotto migliaia di trasferimenti errati.

Questo ha provocato, per scelta del Ministero – prosegue Sertori – migliaia di ricorsi conciliativi durante l’avvio dell’anno scolastico, con annullamento di trasferimenti e ricollocazione, con il valzer dei docenti o addirittura l’assenza dell’insegnante in classe per più di due mesi su alcune discipline, in attesa di un avente diritto!

Non penso si possa criticare chi, avendo subito un torto e avendo avuto un trasferimento errato, chiede di rivedere e correggere l’errore!

Gli effetti della Legge sulla “buona scuola” sono stati disastrosi. Il fallimento delle modalità di individuazione dei docenti da stabilizzare, la differenziazione tra i docenti nella mobilità, la creazione degli ambiti territoriali e le procedure della chiamata diretta da ambito a scuola, sono dati reali incontestabili e sotto gli occhi di tutti (dirigenti scolastici, docenti, studenti, famiglie).

 

Come rimediare agli errori di metodo e merito ostinatamente perpetrati unilateralmente dal governo Renzi e dal ministro Giannini?

Bisognava dare certezze per l’inizio dell’ anno scolastico prossimo.

L’accordo politico tra OO.SS. e Ministro apre le procedure per definire in via “straordinaria” regole per la mobilità degli insegnanti. Semplificazione, regole valide per tutti, protagonismo del Collegio Docenti, tempi idonei per assegnare i docenti il 1° settembre alle scuole e agli ambiti territoriali.  Il Contratto Nazionale sulla mobilità aveva ed ha questo come obiettivo e niente altro: dare ai Dirigenti Scolastici, ai docenti e agli studenti certezze, diritti, continuità e correttezza delle procedure.

Era ed è necessario per ri-costruire un clima di tranquillità e serenità nella scuola, evitare divisioni, discrezionalità, competizione, confusione affrontare problemi che la scuola oggettivamente ha e a cui bisogna dare risposte e trovare soluzioni.

Nessuno chiede e può chiedere di assegnare i docenti dove non ci sono posti. Il posto lo si assegna dove esiste ed è vacante. Se i posti liberi sono al Nord e non al Sud i docenti dovranno essere assegnati dove il posto c’è. Non condivido termini impropri come deportazione o esodo.

E’ matematico che a decremento di alunni sia possibile una riduzione di organico a meno che non si autorizzino ampliamenti dell’offerta formativa come nuovi tempi pieni, tempi prolungati, nuove sezioni dell’infanzia. Scelte che devono essere richieste prima di tutto dalle scuole ma autorizzate poi dal Ministero! Questo significa modificare norme di legge che autorizzino automaticamente le nuove richieste delle scuole.

Ma oggi così non è! Ci sono vincoli dettati da leggi di bilancio e di spesa che non consentono, anche se richieste dalle scuole e dalle famiglie, ampliamento di offerte formative.

E poi, bisogna sapere che molti posti liberi e soggetti a rotazione di supplenze sono dovuti ad assenza di candidati. L’esempio più eclatante sono i posti di sostegno. Da tempo non si attivano corsi di specializzazione per il sostegno sufficienti ad assegnare agli alunni con disabilità docenti di ruolo specializzati.

In conclusione, ha detto ancora Sertori, concordiamo con il fatto che il diritto allo studio per gli studenti non viene garantito togliendo diritti ai lavoratori?

Se è così, lavoriamo per il bene di tutta la scuola: studenti, docenti, personale amministrativo-tecnico-ausiliario, dirigenti scolastici.

Il nuovo rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro è una tappa fondamentale per ridare valore e qualità del lavoro di tutto il personale della scuola”.

Milano, 09/01/2017