30 luglio, Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani

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Cgil Lombardia: aumentare le rotte migratorie regolari per combattere il traffico di esseri umani

 

Il 30 luglio l’Onu celebra la Giornata internazionale contro la tratta degli esseri umani.

La tratta è una violazione dei diritti delle persone, è un crimine, oltre che un fenomeno inaccettabile. Tratta significa parlare di organizzazioni criminali che spostano persone con l’inganno, la violenza, la minaccia, l’abuso di autorità, approfittando di una situazione di vulnerabilità, di inferiorità fisica, psichica o di necessità al fine di costringerle ad accettare prestazioni lavorative in condizioni di servitù o schiavitù, la prostituzione, l’accattonaggio o comunque il compimento di attività illecite che comportano lo sfruttamento.

È importante mantenere alta l’attenzione su questo fenomeno così odioso che secondo le stime dell’Ilo (Organizzazione Internazionale del Lavoro) e dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc) interessa circa 21 milioni di persone nel mondo – per oltre il 70% donne e bambini – vittime di tratta soprattutto a scopo di sfruttamento sessuale o lavorativo. Secondo alcune stime di organismi internazionali, l’affare economico che ruota attorno alla tratta di essere umani e al grave sfruttamento, si aggira attorno ai 150 miliardi di dollari l’anno. L’Italia non è indenne da tutto ciò: solo nel 2017 le potenziali vittime di tratta individuate al momento dello sbarco sono state almeno 13.000.

Tra migranti e richiedenti asilo vi sono molte vittime di tratta, costrette ad accettare qualsiasi forma di sfruttamento anche in condizioni disumane e degradanti, pur di pagare il debito contratto per migrare verso l’Europa, l’Italia: più è difficile migrare regolarmente più le persone sono costrette a consegnarsi ai trafficanti e ad accettare di essere sfruttate. Per combattere il traffico di essere umani è necessario aumentare le occasioni e i percorsi di migrazione regolare. E’ buttare sabbia negli occhi affermare che le organizzazioni malavitose che gestiscono il traffico di persone si combattono adottando politiche migratorie restrittive o di chiusura.

L’attività di prevenzione e di assistenza perché i migranti e i richiedenti asilo (soprattutto quelli a cui è stata respinta la domanda di asilo, maggiormente esposti) vengano sottratti alla tratta e allo sfruttamento è di fondamentale importanza. Questo passa attraverso l’identificazione precoce delle vittime di tratta al momento dello sbarco, durante il periodo dell’accoglienza, sulla strada e nei luoghi dove il lavoro irregolare trova spazio (agricoltura, edilizia, logistica, servizi etc…).

L’art. 18 del Testo Unico Immigrazione rappresenta un riferimento nodale per garantire alle vittime la protezione dalle organizzazioni malavitose e l’emersione dall’irregolarità; un articolo che deve essere applicato con maggiore puntualità. I programmi di protezione e di integrazione sociale devono ricevere maggiore attenzione e sostegno da parte del Governo.

La recente legge sul caporalato è uno strumento che deve trovare applicazione nella sua pienezza per combattere in modo particolare lo sfruttamento dei lavoratori stranieri ridotti in schiavitù ad esempio dalle “agromafie” che operano in Italia, a cui spesso vengono consegnati nell’ambito di un percorso di tratta cominciato nel paese di origine.