Sciopero per la sicurezza in edilizia: con lo sciopero del 7 novembre gli edili rivendicano la totale sicurezza sul lavoro

in UFFICIO STAMPA e COMUNICAZIONE

 

Lunedì 7 novembre gli operai edili hanno scioperato 1 ora a livello nazionale per rivendicare la totale sicurezza sul lavoro.

Le iniziative in Lombardia hanno avuto lo scopo di sensibilizzare le imprese, le istituzioni e tutti i soggetti che operano nella filiera delle costruzioni (Architetti, Ingegneri, Geometri, lavoratori autonomi, ecc.).

Negli incontri istituzionali a Bergamo, Como, Lecco, Sondrio, Milano e Pavia i prefetti si sono impegnati a inviare delle missive al Governo per segnalare le diverse situazione Territoriali e per procedere con la definizione della patente a punti da assegnare alle imprese.

Inoltre si è discusso anche del ruolo che i prefetti potrebbero avere nel farsi promotori di un protocollo generale di intesa da sottoporre e discutere con le istituzioni e con tutte le associazioni datoriali, con il comune obiettivo di aumentare la regolarità e la sicurezza nei luoghi di lavoro con particolare attenzione al mondo edile.

Nelle assemblee convocate, i Lavoratori hanno discusso dell’importanza della sicurezza sul lavoro (da considerarsi come pre requisito per avviare il cantiere), dell’organizzazione, dei carichi e dei ritmi ( sempre più intesi )  di lavoro.
L’intensificazione dei controlli, l’aumento delle sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro, il ripristino del DURC nella sua forma originaria passando in tempi brevi alla certificazione della congruità, l’obbligo di lavorare in sicurezza e il contrasto al lavoro irregolare moltiplicatore di incidenti e di infortuni mortali; sono stati i temi più dibattuti.
Le assemblee con i lavoratori sono state svolte dalle RLST in tutti i territori della Lombardia.

La sicurezza sul lavoro deve essere considerata dalle imprese un investimento e non una spesa, deve essere considerata un prerequisito e non una variabile dell’organizzazione del lavoro.

Di lavoro si deve vivere, non morire.

Pertanto l’obiettivo è che i Lavoratori dopo una giornata di lavoro ritornino alla loro case tra gli effetti della loro famiglia.

Per queste ragioni Feneal Filca e Fillea rivendicano l’applicazione del CCNL edile a tutti i lavoratori impiegati in cantiere con l’obiettivo di assicurare una adeguata formazione, rivendicano uguali diritti e uguali prestazioni, rivendicano una efficace lotta alla corruzione e all’illegalità che sono foriere di mancate applicazioni delle norme legislative e contrattuali.

Il fondamentale ruolo degli RLST, con la recente messa in rete a livello regionale, deve avere in futuro maggior efficacia ai fini del rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro nella quotidianità del cantiere.

I numeri sono impressionati: in Lombardia nel 2015 si sono registrati 152 infortuni mortali di cui 25 nella filiera delle costruzioni, in Italia si sono registrati 694 infortuni mortali (di questi il 22,5% nel comparto edile) e 632.000 gli infortuni insieme a 59.000 le denunce di malattie professionali.

La sicurezza sul lavoro e la lotta agli infortuni non è solo un problema sindacale, ma sociale, politico e istituzionale perché misura il tasso di rispetto che una società ha nei confronti di chi suda salario.

Milano 7 Novembre 2016

 

Per le Segreterie Regionali della Lombardia

Feneal                         Filca                            Fillea

Enrico Vizza                Francesco Bianch       Marco Di Girolamo